Marcotullio, super lista con dieci donne teatine

I candidati sindaco/1. Intervista al leader di IdeAbruzzo, un imprenditore 39 anni «Le mie priorità? Il lavoro è al primo posto, poi il turismo e il teatro Marrucino»
CHIETI. Donato Marcotullio, trentanovenne imprenditore teatino nel settore dei servizi con una lunga militanza alle spalle nel campo del volontariato, è il primo degli otto candidati sindaco ascoltato dal Centro. Marcotullio si presenterà alle urne sotto l’insegna del movimento politico IdeAbruzzo, nato in città quattro anni fa. Quali sono le prime tre cose che farebbe per Chieti da sindaco?
«La priorità è il lavoro considerando le problematiche sofferte dalla città dopo la cancellazione, di fatto, della zona industriale che è tenuta in vita soltanto da un paio di eccellenze industriali. Riteniamo che Chieti debba invogliare gli investitori a scommettere sulle sue potenzialità turistiche. I motivi per raggiungere il capoluogo teatino ci sono tutti considerando l’enorme patrimonio culturale custodito. Ma serve l’aiuto degli enti e delle associazioni che devono essere messe in rete per unire le forze e proporre un prodotto vincente e, soprattutto, spendibile al di fuori dei confini regionali. Qualche imprenditore ha iniziato a credere nelle prerogative dell’antica Teate dal momento che, negli ultimi quattro anni, i posti letto in città sono passati da appena 300 a 1000. Un numero comunque insufficiente ma che rappresenta una buona base di partenza. La sfida turistica deve essere imperniata intorno al rilancio del Teatro Marrucino che va gestito da una Fondazione. Dal teatro si deve ramificare l’offerta turistico-culturale cittadina che sarebbe in grado di creare tantissimi nuovi posti di lavoro così come accade in tante altre città d’Italia simili, per dimensioni e storia, a Chieti. La seconda impellenza che ho messo in scaletta è la ricostruzione, graduale, del tessuto sociale della città, al momento spezzata in due. Bisogna far riscoprire un sano senso di appartenenza nei teatini che passa attraverso una maggiore interazione quotidiana tra il Colle e lo Scalo, due facce di una stessa medaglia. La terza priorità è la sicurezza urbana. In un centro piccolo come Chieti è impossibile che si verifichino atti di vandalismo con la frequenza con cui si stanno registrando nelle ultime settimane. Al lavoro encomiabile delle forze dell’ordine va abbinato un controllo del territorio da parte dei volontari».
Chi teme di più alle urne? «Rispettiamo tutti i nostri competitori ma non temiamo nessuno anche perché siamo l’unica vera novità politica in lizza a Chieti. Basta scorgere la storia di ogni candidato per rendersene conto».
Chi teme di meno?
«Rispondo come prima: nessuno. Saranno gli elettori a giudicare».
Ha donne in lista e, se sì, chi sono?
«Pensiamo che non si possa prescindere dalla presenza delle donne in politica. Al momento abbiamo dieci donne candidate. Sono tutte professioniste, attiviste di lunga data nel volontariato o mamme di famiglia. Mi vengono in mente due nomi su tutti, Monica Toracchio, impegnata da anni nel volontariato, e Federica Rossetti, psicologa e libera professionista. Daranno quella marcia in più che serve alla nostra lista».
Quale percentuale pensa di prendere?
«Almeno il 10%».
L’ultima domanda è sulla sua città. Quanti abitanti ci sono allo Scalo?
«Circa 35 mila teatini. Esatto?».
Jari Orsini

