Maresciallo freddato in strada Il pm: fu omicidio premeditato

La procura pronta a chiedere il processo per la coppia che uccise Antonio Cianfrone a colpi di pistola Moglie e marito incastrati da telecamere e tracce di polvere da sparo. Ma il movente resta un giallo
MOZZAGROGNA. Il maresciallo Antonio Cianfrone, 50 anni di Mozzagrogna, è stato ucciso con premeditazione. Lo sostiene la procura di Ascoli, che chiude le indagini sul delitto avvenuto il 3 giugno scorso e si appresta a chiedere il processo per i coniugi Francesca Angiulli e Giuseppe Spagnulo, lei 50 e lui 54 anni, accusati di aver freddato con quattro colpi di pistola, sulla pista ciclabile di Pagliare, l’ex vice comandante della stazione dei carabinieri di Monsampolo, sospeso dal servizio dal 2015 per una storia di mazzette e regalie legata ai controlli in aziende cinesi. Moglie e marito, dunque, devono rispondere di omicidio premeditato e porto abusivo di arma da fuoco. Un’accusa da ergastolo, quella formulata dal procuratore della Repubblica Umberto Monti. Una legge del 2019, infatti, prevede l’inapplicabilità del rito abbreviato per i reati puniti con il carcere a vita. Gli indagati, assistiti dagli avvocati Alessandro Angelozzi e Felice Franchi, dovranno decidere se chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella mattina la coppia originaria di Taranto ha raggiunto in moto la pista ciclopedonale per appostarsi e nascondersi in attesa dell’arrivo di Cianfrone. Spagnulo, impugnando una pistola, avrebbe sparato i colpi che hanno raggiunto il sottufficiale: il primo frontalmente, gli altri tre mentre cercava di scappare. Poi – sempre in base a quanto sostenuto dalla procura – moglie e marito sono montati in sella alla motocicletta e hanno fatto perdere le loro tracce. Il movente, a distanza di mesi, resta un giallo. Nel frattempo, sono stati depositati i risultati di ulteriori accertamenti eseguiti nelle scorse settimane. Si tratta dell’esame balistico, a cura dei carabinieri del Ris di Roma, sulle ogive dei proiettili estratte durante l’autopsia su Cianfrone e comparate con una cartuccia sequestrata nel corso delle indagini. Non solo: è stata depositata anche la relazione tecnica del nucleo investigativo dei carabinieri di Ascoli sull’analisi dei tabulati del traffico telefonico con la geolocalizzazione delle utenze in uso a Spagnulo e Angiulli. Moglie e marito si sono difesi riferendo agli inquirenti che, quella mattina, si trovavano nelle vicinanze del luogo del delitto ma che non hanno nulla a che vedere con l’omicidio. Più nel dettaglio – è la tesi difensiva – i coniugi hanno raggiunto la zona per cercare un paio di occhiali sul greto del fiume e, quando sono montati in moto, nell’allontanarsi, sono stati ripresi dalle telecamere di una casa. Ma gli esami di laboratorio hanno rilevato sulla Yamaha la presenza di polvere da sparo compatibile con quella trovata addosso alla vittima. A distanza di pochi giorni dall’omicidio, Spagnulo e Angiulli sono stati arrestati: il capo famiglia è rinchiuso a Marino del Tronto, mentre la donna si trova in una cella del carcere di Teramo.

