Maretti pensa alle dimissioni, un altro assessore può andare via

Anche la delegata alle politiche sociali non esclude di lasciare la giunta del sindaco Ferrara «Sono arrivata allo stremo, ma per ora resto: voglio risolvere prima le emergenze del mio settore»
CHIETI. Dopo le dimissioni di Enrico Raimondi, c’è un altro assessore che potrebbe lasciare la giunta del sindaco Diego Ferrara. È la delegata alle politiche sociali Mara Maretti che, come il collega Raimondi, insegna all’università d’Annunzio (nello stesso dipartimento) e da tempo ha manifestato difficoltà nel portare avanti l’incarico in giunta e gli impegni di lavoro. A gennaio dell’anno scorso Maretti ha infatti riconsegnato nelle mani del sindaco la delega alla digitalizzazione, non essendo più in grado di gestire tutti i compiti che le erano stati affidati.
A distanza di un anno dalla vicenda, l’assessore non fa mistero delle difficoltà personali ma assicura che non ha intenzione di lasciare l’incarico in questo momento. «No, per ora non lascio il Comune», dice facendo capire che in futuro una tale opzione resta sul tappeto. «Non lascio prima di aver risolto le emergenze che sto seguendo in prima persona», continua, «comprendo la scelta di Raimondi, per cui nutro grandissima stima, ne abbiamo parlato più volte insieme, visto che tra l’altro eravamo entrambi part time».
Le emergenze a cui sta lavorando Maretti sono sostanzialmente due. La prima riguarda lo sblocco degli 88mila euro a sostegno dei caregiver: ci sono 34 famiglie con problemi di disabilità gravissima che attendono da tempo i fondi a cui hanno avuto accesso. I soldi, però, non essendo stati impegnati, sono rimasti bloccati nell’avanzo vincolato che non è più a disposizione del Comune, essendo finito invece nella gestione commissariale del dissesto. Maretti è sicura di poterli sbloccare ad ore, ma ha bisogno di attendere i passaggi burocratici necessari.
L’altra emergenza, più a lunga durata, riguarda invece i tagli al sociale. La normativa sul dissesto economico prevede che vi siano riduzioni anche in un settore così delicato come quello delle politiche sociali. L’assessore sta però lavorando affinché siano impercettibili. «Possiamo riuscirci», spiega, «perché abbiamo aumentato del 62% le risorse sul sociale. In un solo anno abbiamo ottenuto 2 milioni e mezzo di euro in più. Questo aumento dovrebbe bilanciare le riduzioni previste dalla normativa del dissesto».
Per capire se il bilanciamento su cui punta l’assessore riesce a centrare l’obiettivo, bisognerà attendere la redazione del bilancio stabilmente riequilibrato. La giunta conta di chiuderlo a novembre, ma poi dovranno passare diversi mesi per avere il via libera ministeriale. Solo dopo Maretti riprenderà il discorso sulle sue possibili dimissioni dall'esecutivo comunale. «Non nego di essere arrivata allo stremo», dice, «soprattutto da quando ci è scoppiata in mano la bomba del dissesto e di fronte a un’emorragia di dipendenti comunali costante». E dunque se ne riparlerà.
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