Maria, Stefania e le altre Le otto capitane d’impresa

11 Marzo 2016

Le aziende al femminile fatturano e producono più di quelle condotte da uomini Ecco i dati della Cia: in provincia sono 5mila le attività agricole in mano alle donne

CHIETI. Da un lato la passione e l’impegno per il proprio lavoro, dall’altro, lo scontro quotidiano con la difficoltà di mandare avanti la famiglia. È la “doppia impresa” della donna capitano d’azienda, soprattutto in una regione che non brilla per servizi alle donne che lavorano e che, anzi, in una classifica Istat relativa al 2013 si trovava all’ultimo posto in Italia. Eppure l’impresa rosa riesce, nonostante tutto, a fare reddito.

E ci riesce, dati alla mano, meglio di quella maschile soprattutto in agricoltura, dove donne organizzate e multitasking hanno saputo far sposare innovazione e tradizione. «Dati Istat», ha testimoniato la ricercatrice Beatrice Camaioni, della Rete rurale nazionale, «dimostrano che a parità di ettaro e di settore, l’azienda agricola femminile in Italia produce e fattura di più rispetto a quella condotta da uomini». Su 13.467 aziende agricole iscritte alla Camera di commercio di Chieti, 5.049 sono guidate da donne. L’impresa agricola al femminile si attesta al 48% (Pescara è al 15%, L’Aquila al 14% e Teramo al 21%). È quanto emerso nel convegno di ieri alla Camera di commercio, dove Cia Chieti Pescara e la sua associazione “Donne in campo” hanno dato la parola alle protagoniste di «quell’esercito silenzioso che sta cambiando l’agricoltura italiana», come ha detto Mara Longhin, presidente nazionale di “Donne in campo”.

Un contributo «senza clamore», ha sottolineato il presidente provinciale di “Donne in campo” Nicoletta Ranieri, dato all’inizio «nel discreto della vita quotidiana e poi diventato sempre maggiore per importanza e incisività». Il convegno, organizzato dalla coordinatrice regionale di “Donne in campo”, Angela Di Silvio, e aperto dal presidente Cia Chieti Pescara, Nicola Antonio Sichetti, ha voluto fare il punto su «creatività, dinamismo, flessibilità, rete, ecocompatibilità e biodiversibilità delle produzioni agricole», come ha detto il presidente regionale dell’associazione, Domenica Trovarelli. I lavori hanno visto anche gli interventi di Rosaria Nelli ed Elena Petruzzi dei Comitati per l’imprenditoria femminile delle Camere di commercio di Chieti e Pescara.

Poi dal foto pubblico di circa 150 persone hanno preso la parola molte imprenditrici. A partire da Catiuscia Sissa che lavora con farine di grani antichi e che è riuscita a dar vita a «un’azienda differente, valorizzando qualcosa di diverso rispetto agli altri». Un’azienda “diversa” è anche quella di Michelina Mancini, che lavora con il biologico e il cui «impegno è totalizzante», di qui l’importanza di asili e scuole a tempo pieno il cui numero non è sufficiente. Rosella Di Nisio manda avanti con un’impresa agrituristica «nata dall’amore per la campagna» che mantiene la tradizione ma sa innovare utilizzando erbe e fiori in cucina. Vicepresidente Cia Chieti Pescara, Beatrice Tortora, ha sottolineato il «ruolo sociale» della categoria, definendosi «custode del territorio».

Anna Di Silverio gestisce una fattoria didattica, molto visitata nonostante «le strade dissestate». Stefania Sergiampietri che, una volta in pensione, ha aperto la sua fattoria biologica, ora è costretta a scontrarsi col problema della commercializzazione e del web marketing.

Anche Giovanna Troiano ha una fattoria didattica e la stessa criticità di come commercializzare i suoi prodotti. E il problema di connettere domanda e offerta è anche quello di Maira Ivana Ialacci, titolare di un’azienda ortofrutticola. A loro, come al resto della platea al femminile, sono andati gli auguri finali per la Festa della donna del presidente provinciale dei pensionati Cia, Valterio Paolucci.