Mariano, in mille all’addio con il rombo dei centauri

29 Aprile 2017

In tanti si sono stretti alla famiglia Supino, anche il vicepresidente del Csm Legnini Ad accogliere la bara un gruppo di motociclisti in maglietta bianca con un cuore

CHIETI. “Un genitore non dovrebbe seppellire i figli” è quel che fa dire Tolkien al re di Rohan, Theoden, davanti alla tomba del figlio, morto prematuramente nella epica guerra raccontata dallo scrittore inglese. E quella frase del romanzo Il Signore degli anelli viene in mente guardando i volti disfatti dei genitori di Mariano Supino, morto giovedì, a soli 27 anni, nella guerra della vita. Concetta Colantonio, seduta fino a un attimo prima sulla panca della chiesa di Madonna delle Piane, va incontro alla bara del figlio che sta arrivando dalla vicina abitazione, poi la segue nel sagrato e come una litania greca ripete: «Voglio morire, non ce la faccio». Dietro, il padre di Mariano, l'avvocato Vittorio Supino, piange disperato, accompagnato dalla figlia Alessandra. Il suo corpo balla nel vestito scuro, ora troppo largo. La grande chiesa si riempie in pochi minuti. Più di mille persone si uniscono al dolore dei parenti per questa “innaturale” morte. Ci sono avvocati del foro di Chieti e Pescara, dipendenti dei due tribunali, politici, ma soprattutto amici di questa famiglia di straordinaria generosità, cara a tanti, e privata del suo componente più giovane. Tra i banchi anche il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini e il sindaco Umberto Di Primio. Annunciato da un rombo, che suona come un canto funebre, ad accogliere il feretro un gruppo di centauri, amici di Mariano. Addosso una maglietta bianca con un cuore. Durante tutta la messa la madre di Mariano ha abbracciato la bara tutto il tempo sussurrandogli amore. Alla fine della cerimonia, per fortuna, nessun applauso. Solo un doveroso silenzio. (k.g.)