Mario D’Alessandro: la città punti sulla vocazione culturale

8 Novembre 2014

«La prima cosa che farei da sindaco di Chieti? Me ne scapperei da questa città». Anche nella battuta volutamente sferzante Mario D'Alessandro non riesce a nascondere l'amore viscerale per la sua...

«La prima cosa che farei da sindaco di Chieti? Me ne scapperei da questa città». Anche nella battuta volutamente sferzante Mario D'Alessandro non riesce a nascondere l'amore viscerale per la sua Teate. Concorrente con oltre 100 schede al suo attivo nella competizione del Centro, il giornalista, storico e scrittore di teatinità varie si fa poi serio e sciorina i suoi sentimenti che diventano subito programma. «Dobbiamo prendere atto che Chieti è costretta a ripartire da una specie di anno zero. Più nel dettaglio il caporedattore de "La voce dei Marrucini" spiega che «dovremo facilitare le attività a forte vocazione locale in un'apertura al mondo che non potrà far altro che offrire Chieti, una città ancora a misura d'uomo con un patrimonio immenso in vestigia del passato che diventano economia non appena valorizzate. Penso ai musei, ma anche alle strutture una volta dello Stato come le caserme che ora vanno nella disponibilità piena della città». (f.b.)