Mario Negri Sud, ecco le nuove prospettive

8 Giugno 2020

Parla il legale rappresentante dell’Amil Lazio: «Assumeremo, ma l’acquisto va ancora perfezionato»

SANTA MARIA IMBARO. «Le nostre intenzioni sono buone, ma al momento devo ribadire che non c’è stato ancora alcun acquisto, ma solo il versamento di una cauzione di 100mila euro così come previsto nel bando». Così Pasquale Marasco, legale rappresentante della associazione Amil Lazio, associazione mutilati e invalidi del lavoro orfani e vedove, ha risposto alle domande del Centro che lo ha contattato per capire quali sono le intenzioni dell’associazione laziale a seguito dell’offerta presentata in Provincia di Chieti per acquistare l’ex complesso scientifico di Santa Maria Imbaro. Nei giorni scorsi l’ente ha dato il via alla procedura di aggiudicazione del complesso immobiliare dopo l’apertura dell’unica offerta pervenuta per la vendita, in un unico lotto, di un’area di 55mila metri quadrati (di cui coperti sono 7mila) dove sono dislocati, oltre alla struttura portante che ospitava il prestigioso centro di ricerca scientifica e farmacologica, anche un mensa e 42 appartamenti della foresteria. Su una base d’asta di 10.729.260.000 euro, la Amil Lazio, supportata da un fondo etico anglo americano, ha offerto 10.732.000 euro, aggiudicandosi l'investimento. L’associazione ha versato una cauzione dell'1% del valore d'sta dell'immobile, ovvero 100mila euro. «C’è un piano», ha detto Marasco, «ma non ho intenzione di rivelarlo ora. Voglio solo dire, a quanti mi stanno chiamando anche nel cuore della notte per sapere se faremo assunzioni, che al momento non abbiamo ancora comprato nulla. Non vorrei che si venissero a creare delle aspettative. Assumeremo e un progetto per la struttura esiste, ma a tempo debito presenteremo tutto». Su una cosa però Marasco vuole essere chiaro: «La Amil Italia (presieduta dall’ascolano Osvaldo Travaglini, ndc) e la Amil Lazio sono due realtà diverse, giuridicamente distinte». La Amil Italia, per conto del presidente Travaglini, ha già avuto contatti in Abruzzo e in particolare con alcuni comuni della Val Vibrata. Nel 2017 a Sant’Omero era stato presentato un progetto del valore di 650milioni di euro per la realizzazione di una città del benessere, un centro dedicato a salute, benessere sociale e sport dietro il cui finanziamento ci sarebbe stato il colosso delle assicurazioni Axa Assurances. Di quel progetto avveniristico, che avrebbe dovuto dare al territorio migliaia di posti di lavoro, non si fece tuttavia più nulla.