Marito e moglie morti a distanza di pochi giorni

5 Aprile 2020

Addio ai genitori di Simona Petaccia. Il sindaco: c’è ancora troppa gente in giro

CHIETI. La loro lezione di vita va oltre il buio del coronavirus. Elio Petaccia ed Elisabetta Tammaro, 84 e 83 anni, erano i genitori di Simona, la giornalista teatina morta la scorsa estate a 47 anni, fin da piccola su una sedie a rotelle, simbolo della lotta per i diritti dei disabili. Il Covid 19 se li è portati via entrambi: ieri mattina, all’ospedale di Sulmona, Elio si è arreso nove giorni dopo la moglie, deceduta al Santissima Annunziata lo scorso 26 marzo. Vivevano in simbiosi della loro Simona, per tutti Simmy: invece di accettare passivamente la sua disabilità, fin da subito l’avevano affiancata nelle battaglie per i più deboli, mostrando un atteggiamento di fiducia e lungimiranza non comune che ha aiutato la figlia a raggiungere obiettivi così importanti da ispirare un’opera teatrale. Dopo l’improvvisa morte di Simona, Elio ed Elisabetta avevano provato a superare quel dolore indicibile, presi per mano dalle altre due figlie, Tina e Monica. A metà marzo, però, moglie e marito sono stati colpiti dal virus, un nemico silenzioso che non ha dato loro scampo dopo più di cinquant’anni trascorsi insieme.
L’ALTRO LUTTO. Ma c’è anche un’altra famiglia di Chieti lacerata dal coronavirus. Giovanni Clemente, 70 anni, è morto ieri mattina all’ospedale di Chieti a distanza di nove giorni dalla suocera Caterina D’Andrea, che di anni ne aveva 94. Giovanni lascia la moglie Lina e le figlie Carmen e Katia.
I NUMERI. Salgono a sette le vittime in città dall’inizio dell’epidemia. Dietro questi numeri, c’è la disperazione di chi non ha potuto stringere la mano del proprio caro neanche negli ultimi istanti di vita. Ma ieri è arrivato un piccolo segnale di speranza: in città non si sono registrati nuovi contagi. A Chieti, a partire dal primo marzo, 51 persone sono risultate positive al test e 130 sono state in quarantena.
L’APPELLO. Il sindaco Umberto Di Primio lancia un nuovo appello: «Gli ultimi numeri dimostrano che la maggior parte dei cittadini di Chieti sta rispettando le regole. Ma, in città, c’è ancora troppa gente in giro: ne ho avuto conferma questa mattina (ieri per chi legge, ndr). Le immagini che ho visto sono intollerabili. È inutile e pericoloso andare a fare la spesa con tutta la famiglia, oppure uscire in più occasioni nella stessa giornata per acquistare pochi prodotti alla volta: significa solo mettere a rischio la propria e l’altrui incolumità. Così come è da irresponsabili fare comunella davanti ai negozi». E ancora: «Mi chiedo cosa stessero facendo così tante persone, di sabato mattina, in fila di fronte agli uffici postali. Il consiglio resta quello di sempre: rispettate le regole e uscite solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o motivi di salute. Quanto alla spesa, l’invito è quello di fare un unico rifornimento settimanale per evitare al minimo gli spostamenti. Resta scontato che qualunque attività consentita deve essere svolta rispettando la distanza di almeno un metro dagli altri».
NUOVI CONTROLLI. Il sindaco torna a ribadire: «In questo momento è fondamentale mantenere alta la guardia: tutti gli sforzi che abbiamo fatto finora potrebbero essere vanificati dagli atteggiamenti un po’ troppo superficiali visti nelle ultime ore. Non mi stancherò mai di ripeterlo: restare a casa oggi significa sconfiggere il virus». Di Primio annuncia controlli «ancora più ferrei: dalla prossima settimana ci saranno verifiche puntuali anche a casa di chi è in quarantena e di chi è positivo e si trova in isolamento domiciliare. Secondo alcune segnalazioni che ho ricevuto, alcune di queste persone andrebbero in giro per la città: ricordo loro che, qualora venissero scoperte, verrebbero denunciate per un reato che prevede una pena fino a quattro anni di reclusione».
I RICOVERI. Ieri sera, erano 155 le persone ricoverate nei reparti Covid dell’ospedale di Chieti, di cui 19 in terapia intensiva, 14 in Malattie infettive, 13 in Pneumologia subintensiva, 3 in Cardiologia subintensiva e 106 in Medicina.
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