Marito violento arrestato dai carabinieri

14 Febbraio 2021

Un 60enne di Ripa Teatina finisce in detenzione domiciliare: inchiodato anche dai racconti dei tre figli

RIPA TEATINA. A inchiodarlo sono stati anche i racconti dei tre figli. Un marito violento di 60 anni, residente a Ripa Teatina, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Villamagna. L’uomo dovrà scontare nove mesi in detenzione domiciliare per i reati di violenza privata, minaccia ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il tribunale di sorveglianza dell’Aquila gli ha negato l’affidamento in prova ai servizi sociali, considerando l’indole prevaricatrice emersa pure dalla testimonianza dei familiari. Come se non bastasse, il condannato non ha mai mostrato pentimento per gli episodi negativi che lo hanno visto protagonista in passato e ha tuttora un procedimento penale in corso per danneggiamento seguito da incendio. Un’altra inchiesta a suo carico, per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, è andata in archivio dopo che la moglie ha ritirato la denuncia.
L’uomo ha una sfilza di precedenti, anche datati, per ricettazione, favoreggiamento, lesioni colpose e storie di assegni a vuoto. Sulle vicende legate alla pena da scontare, in base a quanto accertato dal tribunale, il 60enne non ha fornito un racconto preciso dei fatti, né è riuscito a fare chiarezza: di sicuro, di fronte a situazioni banali, i giudici ritengono che abbia mostrato una scarsa capacità di autocontrollo.
Anche i rapporti burrascosi tra il 60enne e la moglie sono finiti all’attenzione della procura della Repubblica di Chieti. La donna, infatti, si era rivolta alla magistratura per segnalare i comportamenti del marito che, secondo la ricostruzione da lei fornita, l’aveva anche picchiata, al punto tale da ferirla.
Una versione avvalorata anche dalla testimonianza dei tre figli della coppia, che avevano rimarcato l’indole violenta del capo famiglia. In un secondo momento, però, la vittima ha ritirato la querela. Pur trattandosi di un reato procedibile d’ufficio, il giudice ha ritenuto che non vi fossero le condizioni per sostenere l’accusa durante un processo. L’inchiesta, quindi, non ha superato lo scoglio dell’udienza preliminare.
Ma il 60enne è finito comunque nei guai per altri reati commessi tra il 2011 e il 2016. Dovrà scontare la pena non a casa sua, dove vive anche la moglie, ma dal cognato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA