Marrucino, pronti i soldi Attori pagati dopo 7 mesi

16 Luglio 2018

La Regione liquida i 200mila euro promessi l’anno scorso: saldati i primi debiti Il direttore Di Martino: ora abbiamo bisogno di fondi per il 2018, opere a rischio

CHIETI. Sono arrivati i soldi della Regione sul conto corrente del Teatro Marrucino e, in due ore e mezza, sono partiti i pagamenti nei confronti degli attori della Cenerentola. Gli artisti erano saliti sul palco, il 27 e 28 ottobre dell’anno scorso con la regia di Michele Mirabella, per dare la prima opera del Bicentenario impersonando i vari Don Ramiro, Dandini, Don Magnifico, Clorinda, Tisbe, Angelina-Cenerentola e Alidoro ma nessuno aveva pagato il conto. Ci sono voluti 7 mesi e lo smacco di un decreto ingiuntivo presentato da uno dei protagonisti per sbloccare i soldi. «La nostra regola è pagare ogni spesa il prima possibile», dice il direttore amministrativo del Marrucino Cesare Di Martino. Ma se i soldi in cassa non ci sono è impossibile pagare. Ed è questo quello che è successo in via De Lollis: i 200mila euro della Regione per l’annualità 2017 sono arrivati soltanto venerdì scorso nelle casse del Marrucino, dopo un passaggio obbligato in Comune. «Il Marrucino è un ottimo pagatore quando riceve i fondi per tempo», è la sintesi di Di Martino. Quindi, se gli enti non pagano, il Marruno non ha i soldi per attori, fornitori e dipendenti.
Se gli attori della Cenerentola hanno avuto i loro soldi – compensi da circa tremila euro per ognuno di loro – gli attori della Boheme e di Giove a Pompei, le altre due opere andate in scena nella passata stagione, dovranno aspettare ancora. «Contiamo di ricevere ulteriori somme dalla Regione e dal ministero per i Beni culturali a breve e non appena avremo i soldi continueremo i pagamenti», dice Di Martino.
Ma senza certezze è difficile pianificare la stagione che verrà. A causa dei ritardi nella concessione dei fondi, un’opera che avrebbe dovuto dare lustro al Marrucino e all’intera Chieti è stata cancellata: la Turandot, prevista per il 29 luglio alla Civitella, è stata sacrificata all’altare delle promesse non mantenute. «Il nostro futuro è legato ai fondi della Regione», spiega Di Martino, «la Regione deve dirci quanti fondi ci darà per il 2018». Al Marrucino si aspettano 300mila di contributi ordinari e altri 200mila per l’«eccellentizzazione» dei festeggiamenti del Bicentenario come definito dal presidente e senatore Pd Luciano D’Alfonso. «Noi abbiamo bisogno dell’impegno formale della Regione per firmare, poi, i contratti con la Rete lirica delle Marche e con lo Sferisterio: entro luglio», conclude il direttore, «speriamo di ricevere la promessa formale che la Regione ha iscritto nel suo bilancio risorse a nostro favore. Nonostante tutto sono ancora fiducioso: finora la Regione ha onorato i propri impegni ma, se non si darà seguito alle dichiarazioni di intenti, il ritardo rischia di diventare pregiudizievole».