Marrucino riaperto, è scontro sui lavori: lite Di Biase-De Cesare

La consigliera FdI: «I contributi trovati dal centrodestra» Il vice sindaco: «Gli ex non hanno fatto proprio niente»
CHIETI. Il giorno dopo il debutto della lirica al teatro Marrucino, con gli applausi per “La Traviata”, è quello delle polemiche. La riapertura del teatro simbolo teatino, dopo i lavori di ristrutturazione e dopo lo stop obbligato per Covid, segna l’inizio di un nuovo scontro tra l’opposizione e l’amministrazione Ferrara.
«Una caduta di stile del vice sindaco Paolo De Cesare e del suo gruppo: non perdono occasione per parlare dell’ex amministrazione mentre stavolta non hanno detto niente e non ci hanno ringraziato mentre il merito dei lavori al Marrucino è soltanto nostro», accusa Carla Di Biase, consigliere di Fratelli d’Italia ed ex assessore con il centrodestra in Comune. De Cesare replica così: «L’ex amministrazione non ha contribuito in nessun modo a questo progetto. I protagonisti sono stati la Sovrintendenza e la Deputazione teatrale che hanno ottenuto i fondi del ministero della Cultura, inoltre la Deputazione stessa ha finanziato un’altra serie di lavori: l’amministrazione comunale non ci ha messo un soldo», assicura De Cesare, «quindi, l’ex presidente della Deputazione teatrale Cristiano Sicari è stato ringraziato mentre quelli che non hanno fatto niente non sono stati citati. Di Biase? Per 5 anni sono stato amministratore del Marrucino e non l’ho mai vista in teatro. Forse, l’unica cosa di cui si è occupata, insieme all’ex giunta, è stata la riduzione del contributo del Comune da 495mila a 330mila euro. Ora, sto lavorando per riaumentare questo contributo nonostante il predissesto. Non capisco perché l’opposizione, regolarmente invitata, abbia disertato la cerimonia di inaugurazione visto che il teatro non deve essere terreno di scontro politico».
Non è così per Di Biase: «Il giovane vice sindaco pensasse a porre in essere atti propri perché finora lui e la sua amministrazione possono vantarsi solo dei lavori avviati da noi e gli unici atti prodotti da loro sono al vaglio della Corte dei conti, della procura o del Tar». Per Di Biase, dietro i finanziamenti che hanno portato al restauro del Marrucino c’è l’ex amministrazione: «I 657mila euro sono arrivati grazie al lavoro fatto in passato e alla sinergia tra l’allora sottosegretario Gianluca Vacca, la sovrintendente Rosaria Mencarelli e l’ex Deputazione teatrale con l’impegno di tutta la passata amministrazione. Altri 150mila euro sono stati deliberati dalla giunta Di Primio per poltrone, uffici, camerino e adeguamento antincendio: con questo contributo sono state predisposte anche le stanze usate da De Cesare e da Fabio Di Pasquale, componente dello staff del sindaco, per ricevere le persone in teatro».
È polemico, via Facebook, anche l’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano, consigliere della Lega: «Come sempre da 25 anni (e come giusto) ho pagato il biglietto», dice Di Stefano esibendo il ticket, «di quelli che il giorno prima sono andati gratuitamente a fare passerella alla riapertura, neppure l’ombra. Peccato la caduta di stile dell’amministrazione che si è fatta bella per una ristrutturazione e un’opera che sono frutto della precedente amministrazione e del precedente presidente della Deputazione teatrale». A Di Stefano, con una lettera aperta sempre su Facebook, risponde la consigliera Pd Barbara Di Roberto: «Il suo post è una vergogna. Uno schiaffo in faccia a chi lavora fuori dalle stanze dei vari palazzi, oppure di chi come me pur ricoprendo il suo stesso ruolo in consiglio comunale, ma con maggiori responsabilità, può pubblicare senza vergogna alcuna il proprio cedolino d’indennità, il cui importo è stato destinato a coprire la spesa di libri scolastici, ossia per la cultura dei propri figli. Quelli cui si cerca di garantire l’accesso ai teatri oggi e soprattutto in futuro».
Oggi alle 17.30, al Marrucino, replica della “Traviata”: i posti sono già esauriti.

