Marrucino senza fondi Cancellata la prima opera

Finanziamenti della Regione in ritardo: quest’estate niente Turandot alla Civitella Lettera di D’Alfonso annunciava i soldi da 9 mesi, Sicari potrebbe dimettersi
CHIETI. È una lettera dell’11 agosto 2017, firmata dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, ad annunciare 200mila euro per le feste del Bicentenario del Teatro Marrucino. Ma, a distanza di quasi un anno dalla promessa, quel finanziamento riservato a Chieti si rivela a rischio: i soldi non sono mai arrivati e potrebbero non arrivare più. Tanto che c’è già uno spettacolo cancellato: «A oggi, la Turandot non si può fare», dice il presidente della Deputazione teatrale Cristiano Sicari in merito alla manifestazione di punta dell’anno del Bicentenario in programma alla Civitella durante l’estate. Senza fondi della Regione, non è possibile firmare i contratti con le produzioni e, quindi, l’allestimento dell’opera è impossibile: una beffa per un’istituzione storica che quest’anno festeggia i suoi 200 anni.
Ma al Marrucino non si aspettano soltanto quei 200mila euro extra promessi da D’Alfonso con una lettera indirizzata a Sicari, al direttore amministrativo Cesare Di Martino e «per conoscenza» anche al consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo: il Teatro attende ancora 300mila euro di contributi ordinari per il 2017 che, sommati ai 200mila per il Bicentenario e agli altri 300mila di quota fissa annuale, fanno quasi un milione. Senza questi finanziamenti, pari a più della metà del bilancio dell’istituzione – i restanti 400mila euro sono a carico del Comune –, le manifestazioni in onore del Bicentenario non possono continuare: se la Turandot è la prima vittima, si ritrovano già a rischio anche altre due opere liriche previste tra novembre e dicembre.
«Stento a credere che la Regione non abbia i fondi per il Marrucino», dice Sicari, «ma la notizia che il finanziamento non è stato messo in bilancio mi induce a fare delle verifiche attraverso il direttore amministrativo, il sindaco Umberto Di Primio e l’assessorato comunale alla Cultura. Nei passati incontri con la Regione», dice il presidente, «abbiamo chiesto rassicurazioni sull’esistenza dei fondi e nessuno ci ha parlato di problemi. All’esito di queste verifiche, prenderò una decisione. O in un senso o nell’altro». Significa che senza la copertura della Regione, Sicari potrebbe dimettersi. Il presidente non lo dice e ribadisce fiducia nella Regione. Del resto, la lettera di D’Alfonso canta e, sia in una conferenza stampa che sul palco del Marrucino prima del concerto dei violinista Uto Ughi, lo stesso governatore ha ribadito l’importanza di un’istituzione che travalica i confini di Chieti. «Se non ci fossero più i fondi sarebbe un problema dalle proporzioni colossali», dice Sicari.
Ma se i fondi sono stati stanziati da 9 mesi, perché non ancora arrivano a Chieti? Pare che l’intoppo sia dentro gli uffici della Regione: il capo della Ragioneria regionale, Carmine Cipollone, avrebbe detto no all’erogazione del contributo perché l’iter dettato dalla politica sarebbe stato irregolare. Alla lettera di Cipollone, avrebbe risposto il direttore generale Vincenzo Rivera chiedendo di sbloccare i fondi. Ma, finora, i contributi extra restano fermi.
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