Marsilio: «Da Menna e Legnini atti di bullismo istituzionale». La replica: «Fa lezioni di correttezza e i territori crollano a pezzi»

La campagna elettorale per le suppletive tra Mario Colantonio e Luciano D’Amico si infiamma con una polemica a distanza tra il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e il sindaco di Vasto Francesco Menna
VASTO. «Menna e Legnini hanno tutto il diritto di fare campagna elettorale per Luciano D'Amico, ma non dovrebbero strumentalizzare il loro ruolo istituzionale (e le sedi che temporaneamente occupano) per trasformarle in sedi di partito e strumentalizzare riunioni convocate con la carta intestata delle istituzioni per fare comizi elettorali». Lo afferma il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. «E' quello che è successo ieri a Chieti - denuncia il governatore -. Il presidente della Provincia ha chiamato a raccolta i sindaci del territorio per un'assemblea dedicata ad affrontare i postumi dell'emergenza idrogeologica provocata dalle piogge dell'aprile scorso. Lo ha fatto con la carta intestata della Provincia e l'ha convocata nell'Aula consiliare, dando il crisma del confronto 'istituzionale' all'evento. Già nella convocazione e nell'elenco dei relatori era chiaro quale disegno fosse dietro l'urgenza di convocare questa seduta: chiamati a presenziare erano infatti i parlamentari del 'campo largo' che sostengono D'Amico (non a caso presente al convegno). Compreso quell'ex Presidente della Regione passato alla storia per la tragica gestione dell'emergenza di Rigopiano del gennaio 2017. Completamente ignorata la presenza in Parlamento di altrettanti (se non più) parlamentari di centrodestra. Al sottoscritto l'invito a partecipare è arrivato a cose fatte, dimostrando totale assenza di cortesia e galateo istituzionale. Come dire: ti abbiamo allestito un processo, abbiamo deciso dove e quando, se vuoi venire arrangiati...". "La riunione - aggiunge Marsilio - è stata l'occasione per reclamare a gran voce 'tutti e subito' i soldi per riparare i danni da dissesto idrogeologico che hanno colpito il territorio. A 'Meloni e Marsilio' vengono chiesti sull'unghia 150 milioni per rifare strade comunali e provinciali, ponti e viadotti, fognature e acquedotti, risarcire aziende e privati cittadini. Tutti a pontificare e a processare in contumacia i governi nazionale e regionale perché 'a sei mesi dall'evento i soldi ancora non arrivano' e i paesi rischiano l'isolamento. 'Testimonial' dei 'paesi abbandonati' al loro triste destino si è esibita la sindaca di Castiglione Messer Marino. Curioso che a dare 'lezioni' su come si affrontino le emergenze siano stati i protagonisti del più clamoroso fallimento sull'argomento: quell'emergenza neve che in Rigopiano vide solo il fenomeno più tragico. Una gestione che ha distrutto la reputazione della Regione e della sua Protezione Civile, faticosamente ricostruita con anni di duro lavoro da questa amministrazione".
REPLICA.
"È davvero singolare che il presidente Marsilio trovi il tempo di impartire improbabili lezioni di correttezza istituzionale e distribuire accuse, mentre i territori della sua regione fanno i conti con frane, strade interrotte, paesi a rischio isolamento e cittadini che aspettano risposte". Così il sindaco di Vasto, e presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, replica al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. "La solita strategia della destra: quando si chiedono interventi e risorse, si grida alla strumentalizzazione politica. E si attaccano i tanti sindaci e amministratori che chiedono risposte - continua Menna -. Ma il presidente Marsilio governa l'Abruzzo da quasi dieci anni! Non può continuare a comportarsi come se fosse sempre all'opposizione della propria Regione. Se ci sono risorse, si spendano. Se ci sono poteri per intervenire, si intervenga. Se ci sono ritardi, si spieghino. Noi, dal canto nostro, per le ultime frane non abbiamo visto ancora niente. Marsilio la smetta di fare la vittima e cominci a fare il presidente, anche se pure il suo mandato sta per scadere. E mentre lui e la presidente Meloni continuano ad arrampicarsi sugli specchi, i territori continuano ad aspettare"

