«Marsilio ko qui, colpa di Paolini»

Marongiu (Pd): le regionali in città hanno premiato il centrosinistra, ecco perché
LANCIANO. Sarebbero stati soprattutto «il giudizio negativo dei cittadini per i servizi sanitari e l'abbandono dell'ospedale Renzetti», per il consigliere comunale Leo Marongiu, a decretare la vittoria in città di Luciano D'Amico e la conseguente sconfitta del centrodestra, coalizione dell'amministrazione in carica. Un voto che secondo il segretario provinciale del Pd non va sottovalutato. «Curiosamente», ragiona Marongiu, «nelle ore prima del voto erano state sbloccate prenotazioni per colonscopie e gastroscopie poi tornate impossibili. Delle ultime settimane arrivano segnalazioni e proteste anche sulle enormi difficoltà sull'assistenza protesica per la fornitura di protesi e ausili tecnologici su cui stanno montando le proteste per i tagli della Asl che impediscono a tanti pazienti di poter avere delle risposte su dispositivi monouso. Evidenti lacune anche sui trasporti», rimarca l'esponente Pd, «il terminal bus di piazza Memmo è ancora incompleto nonostante le proteste come consiglieri di opposizione e la vicenda della cessione della Sangritana continua a destare perplessità. Su questi temi l'amministrazione Paolini è latitante ed è stata bocciata dagli elettori, nonostante la discesa in campo come candidati dei protagonisti più importanti della coalizione, causando anche il pasticcio alla Fiera».
Per Marongiu la «competizione fratricida in Fratelli d'Italia, nel centrodestra, rischia di far perdere le deleghe da assessore a Nico Campitelli, al quale oggi bisogna chiedere di mantenere l'impegno sulla riconversione dell'ex tracciato ferroviario che abbiamo chiesto dall'amministrazione Pupillo. A Paolini, quindi», conclude Marongiu, «consiglio di guardare nel proprio campo senza improbabili arrampicate sugli specchi e di occuparsi dei temi sensibili che hanno portato Lanciano a bocciare Marsilio, nonostante la filiera completa di centrodestra. Finita la campagna elettorale, c'è il tema sicurezza che preoccupa, oltre ad alcuni grandi interventi bloccati, come la questione dei finanziamenti per il De Giorgio e Palazzo Lotti e il cantiere infinito per l'ascensore delle Ripe di Civitanova. E bisogna occuparsi dei giovani, i più lontani dal voto, e sarebbe importante capire la questione del cinema a Santa Rita, perché non possiamo rassegnarci al fatto che solo i fast food diventino gli unici luoghi di aggregazione». (d.d.l.)
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