Martedì il vertice sull’ospedale «Fate chiarezza sul San Pio»

10 Maggio 2020

VASTO. Quella che arriva sarà una settimana importante per le sorti dell’ospedale San Pio. Da parte dei sindaci c’è stata una levata di scudi e martedì arriveranno a Casalbordino per incontrarli, l’a...

VASTO. Quella che arriva sarà una settimana importante per le sorti dell’ospedale San Pio. Da parte dei sindaci c’è stata una levata di scudi e martedì arriveranno a Casalbordino per incontrarli, l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, il manager della Asl, Thomas Schael e il direttore del Dipartimento salute Claudio D’Amario. All’incontro saranno presenti anche i consiglieri regionali del Vastese, Sabrina Bocchino e Manuele Marcovecchio della Lega, e Pietro Smargiassi (M5S).
Tutti e tre condividono l’idea che sia arrivato il momento di tornare a pensare concretamente e in grande alla sanità del territorio. Mettendo da parte le ideologie, reclamano un ruolo di primo piano per il San Pio nella rete ospedaliera regionale. «È arrivato il momento», dice Sabrina Bocchino, «di risollevare una sanità messa in ginocchio dal precedente governo regionale. Sono contenta nel vedere che anche il sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha deciso di difendere finalmente il San Pio. Per quanto mi riguarda confermo il massimo impegno per migliorare i servizi e riportare personale e strumenti che facciano del San Pio un punto di riferimento per il territorio».
Deciso a battersi per un futuro di prestigio del San Pio è anche il consigliere Manuele Marcovecchio. «La sanità è un settore fondamentale per un territorio», dice. «Per quanto mi riguarda è una argomento sul quale non transigo. Sul San Pio bisogna investire. È necessario risolvere anche il problema della carenza di anestesisti e di altre figure essenziali».
Le carenze numeriche di medici (soprattutto anestesisti) e operatori sanitari, preoccupano anche il consigliere regionale Pietro Smargiassi. L’esponente dei pentastellati vuole sapere dalla Regione e dalla Asl se c’è una programmazione del futuro del San Pio e, soprattutto, se questa programmazione contempli il mantenimento e magari il potenziamento di servizi come la Rianimazione a servizio della sala operatoria. «È necessario tornare ad occuparsi», dice Smargiassi, «di alcuni reparti che svolgono attività nevralgiche. Il San Pio ormai da troppo tempo è vittima delle decisioni assunte dai governi di destra e sinistra. Anestesia e Rianimazione, due reparti che in ogni ospedale rappresentano il fulcro, devono tornare nell’agenda della Regione. Per quel che mi è dato sapere, risultano chiusi la Terapia antalgica e il Day surgery. Il numero di anestesisti in servizio continua ad essere troppo ridotto rispetto alle necessità extra Covid che un normale ospedale dovrebbe garantire. Visto che a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca, non vorrei che il numero esiguo di anestesisti venga preso come scusa per chiudere anche la Rianimazione. La crisi sanitaria che stiamo vivendo, dovrà servirci da lezione per ricordare quanto sia importante il servizio sanitario pubblico, soprattutto quello di prossimità». (p.c.)
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