san giovanni teatino

Martina, istituzioni immobili: nessun guardrail 594 giorni dopo la morte

4 Ottobre 2026

Il fossato profondo 4,5 metri è ancora circondato solo da balaustre di plastica

SAN GIOVANNI TEATINO. Il sole accarezza il ritratto di Martina. Le sorride, crudele, illuminando tre mazzi di fiori di stoffa che non appassiscono mai: rose rosse, margherite gialle, ortensie lilla. Sono le nove esatte qui in via Aterno, a San Giovanni Teatino, in quel crocevia di asfalto e destini in località Dragonara. Sono le nove, la stessa identica ora in cui, 594 giorni fa, era una domenica, poliziotti e vigili del fuoco trovarono il corpo di Martina Vichayte. Ventisei anni, originaria di Kiev e residente a Chieti, una laurea in Scienze del turismo, un lavoro da receptionist negli hotel e una vita intera ancora da sbranare. Era laggiù, intrappolata nelle lamiere della sua Fiat 500 a pancia in su, in fondo a un buco nero di quattro metri e mezzo. Un fosso che si è fatto tomba.

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