Marvasi: «L’Unidav è ora in piena legalità»

22 Giugno 2018

Parla il presidente del Cda dell’ateneo telematico dopo l’annuncio del rettore di rompere con la Sevs

CHIETI. «L’università di Chieti ha solo un ruolo indiretto, quale ente promotore della Fondazione; è questa il soggetto promotore dell’università telematica e in quanto tale ha una sua indipendenza e una autonoma responsabilità». A parlare è il presidente facente funzioni del Consiglio d’amministrazione dell’ateneo telematico da Vinci, Tommaso Marvasi, dopo la notizia dell’annullamento dell’atto di indirizzo che ha dato il via libera all’arrivo della Sevs (università slovacca di proprietà di una holding maltese) come socio di maggioranza della Unidav. Sul bando che la Sevs si è aggiudicata per entrare in Cda c’è anche un giudizio del Tar che lo annulla. «Il giudizio amministrativo», dice a riguardo Marvasi, «è stato promosso dalla UniPegaso contro la Fondazione; in esso si è costituita la Sevs “ad adiuvandum” la Fondazione: rilevo ciò per fare notare la comunanza di interessi e di posizioni che esiste tra i due soggetti e le conseguenze di un eventuale annullamento giurisdizionale del bando di gara indetto dalla Fondazione, negative per entrambi, anche se sotto un profilo differente (per la Sevs per la perdita dell’investimento attuato; per la Fondazione per le conseguenze risarcitorie e per eventuali responsabilità amministrative rilevabili dalla Corte de Conti)».
«L’università telematica», continua il presidente facente funzioni, «indipendentemente dal soggetto che ne abbia il controllo, rappresenta una realtà importante e attiva. Così, per limitarci agli ultimi sei mesi, quelli coincidenti con la nomina del sottoscritto e del rettore Franco Cuccurullo, l’università ha compiuto una considerevole attività di promozione, instaurando contatti internazionali con altre università, presupposto di imminenti convenzioni e incrementando i rapporti con poli esterni. In contemporanea l’attività dell’ateneo è stata improntata alla massima trasparenza e a principi di legalità assoluta, anche individuando e rimuovendo criticità rilevate all’interno di essa». Quanto alla posizione del rettore della d’Annunzio Sergio Caputi, «spiace», continua Marvasi, «che l’università di Chieti non abbia ritenuto di affiancare l’ateneo telematico in questo percorso di legalità. Così come spiace che proprio l’ateneo di Chieti stia ostacolando, con la richiesta di garanzie non usuali, l’assunzione di 23 giovani ricercatori del cui costo si è fatto carico interamente il partner istituzionale: ostacolo che ha ulteriormente rallentato il riaccreditamento di alcuni corsi precedentemente attivi. Il rettore Caputi ha assunto un atteggiamento ostile all’università telematica, nonostante le mie profferte di collaborazione».
«Vorrei tranquillizzare gli studenti», conclude il presidente, «e gli enti che hanno eseguito investimenti per la creazione di numerosi poli dell’università telematica – ma anche i vari soggetti con i quali sono in corso trattative per la conclusione di contratti e convenzioni – che impegno ed interesse primario di tutto l’ateneo è la garanzia della continuità didattica e la prosecuzione dell’incremento dell’offerta».