Masci, 500 studenti a lezione nel cortile

4 Novembre 2016

I ragazzi del liceo scientifico non si fidano delle rassicurazioni della Provincia: per protesta non entrano a scuola

CHIETI. Cinquecento studenti del liceo scientifico, ieri mattina, sono rimasti fuori la loro scuola, di fronte al seminario pontifico regionale San Pio X.

Hanno svolto lezione all’aperto perché non vogliono entrare nelle loro classi che ritengono strutturalmente “insicure”. Prosegue così, anzi cresce, la protesta degli alunni del “Masci”, che dopo gli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia domenica scorsa alle 7.40, già mercoledì mattina si erano recati di fronte alla Provincia per chiedere spiegazioni sulla sicurezza dei loro luoghi di studio: «Ieri siamo rimasti quasi tutti fuori» dice Mariachiara «sono entrati solo in 10». La chiamano missione “Fare scuola, fuori scuola” perché i ragazzi non si fidano, dal momento che dalla Provincia fino a ieri mattina non era pervenuto loro nessun documento che certificasse la sicurezza della struttura pontificia, quella che sarà la sede provvisoria del liceo almeno per altri 2 anni. In attesa che la scuola venga trasferita nell’ex caserma Berardi, gli studenti pongono al centro del dibattito pubblico il problema dell’edilizia scolastica: «Ieri sono arrivati anche i ragazzi della succursale di Chieti Scalo» continua Mariachiara «abbiamo svolto un’assemblea d’istituto nel cortile, raccontando l’azione di mercoledì in Provincia e spiegando le ragioni della protesta». C’è chi poi continua a studiare seduto nel cortile, vuole confrontarsi sull’accaduto e permettere contemporaneamente la prosecuzione delle attività didattiche, con loro ci sono anche alcuni professori. Ma durante la mattinata di ieri dalla Provincia, l’ente di competenza, una risposta arriva: la preside Giovanna Fucci mostra agli alunni un documento firmato dal tecnico Francesco Faraone che garantisce la “staticità” della struttura: «Tecnici, ingegneri e la stessa dirigente ci hanno spiegato la documentazione» continuano alcuni ragazzi «abbiamo potuto dare chiarimenti sulla situazione a tutti gli altri». Ma gli studenti evidenziano il problema principale: «Il liceo regge perché la situazione è appunto “statica”, in sostanza la struttura attuale è sicura quando non accadono eventi sismici» dicono «ma nell’eventualità che ci sia un terremoto la risposta dei tecnici è sempre la stessa: non si sa se i luoghi sarebbero sicuri o meno». Insomma, chi protesta non ha intenzione di correre rischi per la propria incolumità e la manifestazione si è protratta per tutta la mattinata. Non finisce qui. Questa mattina gli studenti saranno di nuovo di fronte ai cancelli del seminario e la “scuola fuori scuola” proseguirà. Inoltre i ragazzi del Masci hanno già avuto le autorizzazioni necessarie per un corteo previsto lunedì, che saranno loro a portare avanti senza alcuna sigla o bandiera politica: «Siamo stati noi a organizzare la manifestazione» ricorda sempre Mariachiara «anche perché non avendo ancora eletto i rappresentati d’istituto – le elezioni ci saranno il 14 novembre – abbiamo avviato il tutto in modo spontaneo. Attendiamo anche una possibile assemblea il 9 del mese per incamminarci verso il momento elettorale».

Oggi, intanto, non ci sarà solo spazio per la didattica “autogestita”, che tutti i ragazzi tengono a portare avanti nonostante la situazione. Si inizieranno a porre le basi per la protesta che prenderà vita lungo le vie della città: «Da oggi in cortile iniziamo a organizzarci preparando striscioni per lunedì» continuano i giovani. È evidente che gli studenti sono intenzionati a proseguire, ma anche quelli dell’ Itis “Luigi Di Savoia” si sono recati in Provincia proprio mercoledì scorso per avere rassicurazioni. La protesta monta di ora in ora.

Edoardo Raimondi