Masciulli lascia, la maggioranza perde pezzi

14 Aprile 2015

L’assessore all’urbanistica rimette il mandato al partito e in consiglio Marcello abbandona la seduta

VASTO. Gino Marcello (Giustizia sociale) abbandona l’aula, mentre l’assessore Luigi Masciulli (Psi) rimette il mandato nelle mani del suo partito che pone delle precise condizioni per restare in giunta. Quella di ieri è stata una giornata campale per la compagine di centrosinistra, uscita piuttosto malconcia dal consiglio comunale convocato per l’approvazione di diciotto punti all’ordine del giorno, tra cui il bilancio di previsione. Ad aprire le ostilità è stato Marcello. Assente alle ultime sedute dell’assemblea civica in segno di protesta (Giustizia sociale non ha più esponenti in giunta), si è presentato in aula, ma per abbandonarla di lì a poco, dopo aver dichiarato che non avrebbe votato il documento contabile e non senza lesinare critiche alla maggioranza «di cui non condivido il percorso, specie in quest’ultimo anno».

Un affondo che ha preceduto quello del Psi che nell’esecutivo è rappresentato dall’avvocato Masciulli, al quale il sindaco Lapenna ha assegnato le deleghe all’urbanistica e alla pianificazione territoriale. L’assessore ha rimesso il mandato nelle mani del partito socialista dopo aver preso atto delle difficoltà incontrate. É stato il capogruppo, Gabriele Barisano a precisarlo durante la dichiarazione di voto. «Stiamo decidendo se continuare a restare in giunta, oppure uscire», ha esordito Barisano, che ha chiesto garanzie agli alleati sull’approvazione, prima della fine del mandato amministrativo, degli strumenti urbanistici di cui si parla dal 2006: piano di recupero del centro storico, piano spiaggia e piano di gestione dell’area Sic (sito di interesse comunitario) di Vasto Marina. Insomma, le scollature fin troppo evidenti nel centrosinistra si sono palesate tutte, al punto da spingere le minoranze a parlare di “nave che affonda”. «La maggioranza perde pezzi ma, ciò che più conta, continua a non dare risposte adeguate a problemi urgenti», incalzano Davide D’Alessandro, Massimo Desiati, Etelwardo Sigismondi, Andrea Bischia e Nicola Del Prete, «ha iniziato il consigliere Marcello con rilievi critici e spunti polemici, ma non è stato il solo. Chi non ha notato, infatti, l'assenza strategica di Corrado Sabatini? Chi non ha notato il voto di astensione di altri tre altri consiglieri di maggioranza in occasione del voto sulle tariffe della Tari, appena precedente quella sul bilancio? Vasto affonda, l'amministrazione Lapenna affonda, non resta altro che voltare pagina», concludono i cinque esponenti della minoranza. Alla fine lo strumento di programmazione economica, illustrato in aula dal sindaco Luciano Lapenna, è stato approvato con 14 voti della maggioranza, contrari nove consiglieri dell’opposizione».

Anna Bontempo

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