Masciulli verso il dietro front

L’ex assessore potrebbe ritirare le dimissioni, decisiva la riunione di maggioranza di questa sera
VASTO. Potrebbe revocare le dimissioni da assessore Luigi Masciulli. Decisiva, in tal senso, è la riunione di maggioranza convocata per oggi alle 18, nel corso della quale il sindaco Luciano Lapenna potrebbe indurre i socialisti a più miti consigli utilizzando la strategia del programma di fine mandato, un documento che contiene precisi impegni per il settore urbanistica. Tradotto in soldoni significa che il capo della giunta fornirà precise garanzie circa l’approvazione dei tre piani al palo da nove anni, cioè il piano di recupero del centro storico, il piano spiaggia e il piano di gestione dell’area Sic (sito di interesse comunitario) di Vasto Marina, oltre al potenziamento dell’organico dell’ufficio urbanistico. Di fronte ad impegni “scritti e dettagliati” Masciulli potrebbe fare il classico passo indietro, revocando le dimissioni rassegnate il 27 aprile, ma mai protocollate. Insomma, l’ipotesi che fino a qualche giorno fa veniva scartata dagli stessi socialisti, decisi a restare fuori dall’esecutivo ma nella maggioranza, ora viene presentata come possibile. «Stiamo discutendo», si limita a dire Luigi Rampa, segretario cittadino del Psi, «all’interno del partito ci sono posizioni diverse e una di queste è favorevole al rientro in giunta di Masciulli anche se a determinate condizioni. Il bilancio consuntivo non c’entra, avremmo votato a favore comunque. Non ha alcun senso far cadere l’amministrazione comunale a dodici mesi dalle elezioni del 2016. L’arrivo di un commissario prefettizio non giova a nessuno», chiosa Rampa che, in ogni caso, non fa alcun mistero delle perplessità nutrite sulla reale efficacia del programma di fine mandato. Potrebbe essere solo un astuto espediente per far rientrare la fronda socialista e tirare a campare per un altro anno. Masciulli, dal canto suo, continua a osservare la consegna del silenzio che ha violato solo nei giorni scorsi per rispondere agli attacchi dell’intergruppo consiliare “Vasto 2016” sulle sue dimissioni definite una “bufala”. In quella occasione l’assessore dimissionario aveva anche comunicato la riconsegna del telefono cellulare e dello stipendio che gli era stato accreditato: 1.200 euro. Tirati di nuovo dentro i socialisti resta da sciogliere il nodo dell’assessorato a Gino Marcello, capogruppo di Giustizia sociale, l’unico esponente della maggioranza ad aver disertato lunedì mattina la Commissione bilancio riconvocata in fretta e furia dopo che era saltata per mancanza del numero legale. Marcello, potrebbe ripetere il copione che è andato in scena all’ultimo consiglio comunale: arrivare in aula, prendere la parola e andarsene per “non votare contro”.
Anna Bontempo

