Massaggi a luci rosse, direttrice a giudizio

Centro Xiao Xiao: 35enne accusata di sfruttamento della prostituzione. Assolto l’affittuario del locale
LANCIANO . Massaggi a luci rossi nell’ex centro massaggi cinese Xiao Xiao a Santa Rita: a processo andrà la direttrice, Meng Haixia, 35 anni, mentre è stato assolto con formula piena, per non aver commesso il fatto, ossia il favoreggiamento della prostituzione, l’affittuario del locale, Elio Marfisi, 70 anni. Sarà il giudice monocratico a stabilire quanto accadeva nel centro massaggi Xiao Xiao e soprattutto se la direttrice è colpevole di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. La donna è stata infatti rinviata a giudizio, al prossimo 4 giugno 2019, dal giudice Marina Valente.
Nella stessa udienza il magistrato ha sentenziato il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto, ossia non aver favorito gli incontri sessuali, nei confronti del proprietario del locale a Santa Rita Elio Marfisi, rappresentato dall’avvocato Valerio De Vincentiis. L’uomo era finito, erroneamente, con la direttrice Meng, nell’inchiesta avviata dai carabinieri della compagnia di Lanciano nel settembre 2016 sul locale dalle vetrine rosa e gli interni accattivanti con fiori di loto e candele dopo alcuni esposti di cittadini che parlavano di “scene osé” davanti al locale, di massaggiatrici cinesi che anziché essere in camice e ciabatte, una sorta di “divisa da lavoro”, erano in abiti eleganti, succinti e tacchi a spillo, e di un via vai continuo di clienti anche nelle ore di chiusura. Giorni e giorni di appostamenti dei carabinieri, di osservazioni e di raccolta di dichiarazioni testimoniali da parte di diversi clienti, circa una ventina al giorno, di Pescara, Ortona, Francavilla, e del comprensorio frentano, fermati dopo l’uscita dal centro benessere, che avrebbero pagato almeno tra i 30 e i 40 euro a prestazione, uniti alla verifica delle modalità di pubblicità del Centro massaggi, i cui contatti telefonici erano on line su siti rivolti ad un pubblico adulto, hanno disegnato un quadro ben diverso di un semplice centro massaggi. Era un centro in cui avvenivano massaggi tutt’altro che rilassanti, manipolazioni a luci rosse «una casa di prostituzione» per la Procura, «le donne cinesi che vi lavoravano si spacciavano per praticanti massaggi olistici, ma in realtà risultano aver fornito delle vere e proprie prestazioni sessuali ai clienti». Il locale era stato chiuso e sequestrato nel giugno 2017. A processo Meng, difesa dall’avvocato Andrea D’Alessandro, potrà provare a spiegare la sua posizione. (t.d.r.)
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