Mastrogiurato, si dimette il presidente

8 Settembre 2018

Marfisi getta la spugna dopo 19 anni: stanco di inseguire la politica per fondi promessi e non erogati

LANCIANO. «È giunto il momento di rassegnare le mie dimissioni. Non sono stanco di organizzare questo grande evento. Sono stanco di inseguire politici di destra e sinistra con il cappello in mano. Non lo merito e non lo merita il Mastrogiurato». Danilo Marfisi, presidente dell’omonima associazione, dopo 19 anni getta la spugna. Una scelta sofferta, fatta dopo l’ennesimo successo ottenuto dalla Settimana medievale e dal corteo storico (40mila presenze), alla luce della crisi che vive economicamente l’associazione per il mancato arrivo dei fondi regionali. Contributi deliberati (50mila euro del 2017) e da deliberare (50mila del 2018) che non ci sono e non fanno dormire chi, come Marfisi e il vice Mario La Farciola, ha garantito personalmente le banche. «Per la passione e l’amore per la mia città continuerei», dice Marfisi commosso, «ma lo stato di fatto non me lo consente. Resterò il tempo necessario per sistemare le situazioni sospese e, per questo, mi aspetto dalla politica decisioni rapidissime ed iniziative concrete per realizzare quanto deliberato e promesso». Rapidità e concretezza che mancano alla politica: al Comune, che non batte i pugni in difesa di manifestazioni che portano soldi e prestigio alla città; alla Regione, che paga dopo anni come se fornitori e interessi bancari potessero aspettare all’infinito. «In un forum sulla cultura a Pescara», continua Marfisi, «tutte le principali associazioni culturali regionali hanno lamentato il ritardo nelle delibere da parte delle pubbliche amministrazioni e il ritardo intollerabile nelle erogazioni dei fondi. La Regione, che ringraziamo per l’emanazione di una legge a favore delle principali rievocazioni storiche, non ancora ci eroga il contributo del 2017. Nel frattempo si è svolta un’altra edizione. Un anno è un tempo intollerabile, ingiusto, offensivo oltre che lesivo del contributo stesso per via degli interessi bancari. Finora la sopravvivenza c’è stata grazie anche a fidejussioni personali. Vanno cambiate le leggi». Rischia di sparire il Mastrogiurato che negli ultimi 10 anni ha visto oltre 91mila visite al sito internet, oltre 7mila presenze alberghiere gestite dall’associazione a cui aggiungere quelle indirette di turisti soprattutto di Marche, Lazio e Puglia; 250mila spettatori nel giorno del corteo e oltre 100mila durante la Settimana medievale. E secondo Federculture, ha avuto una ricaduta economica sul territorio di circa 8 milioni di euro. Poi ci sono le nazioni gemellate o con cui si hanno scambi culturali: Ungheria, Germania, Spagna, Francia, Portogallo, Polonia, Slovenia, Romania, Canada, Stati Uniti. Il direttivo ora ha sospeso tutte le attività. «La politica comunale o regionale non ha nessun obbligo di finanziare il Mastrogiurato né qualsiasi altro evento culturale», chiude Marfisi, «ma se decide di farlo ha il dovere di farlo in largo anticipo rispetto all’evento e di procedere alla liquidazione a rendicontazione avvenuta». (t.d.r.)
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