Matrimoni combinati, in nove nei guai

Immigrazione clandestina: due vastesi tra i denunciati. Le finte nozze tra italiani e marocchini fruttavano 2-3mila euro
VASTO. Bastava essere single e disposti a fare un finto matrimonio in Marocco. L’espediente garantiva dai 2 ai 3mila euro. Ma “regalare” in questo modo la cittadinanza italiana è reato. Sono accusate di associazione a delinquere finalizzata alla violazione delle disposizioni contro l’immigrazione clandestina nove persone denunciate dalla polizia al termine di un’indagine durata due anni. Si tratta di A.S., 38 anni, marocchino e promotore dell’attività illecita; N.S., 40 anni, E.R.L., 46, e M.E.B.,33, tutte di nazionalità marocchina come il connazionale M.A., 27 anni; F.S., 40 anni, e S.S., 33, entrambe di Vasto; M.G. e V.G., entrambi di 29 anni e di Roma. Il gruppo avrebbe favorito l’immigrazione clandestina di cittadini di origine marocchina combinando finti matrimoni.
«L’indagine è partita dalla denuncia presentata da una donna residente a Vasto», spiega il vice questore Alessandro Di Blasio, «la ragazza segnalava un’organizzazione specializzata a favorire l’ottenimento della cittadinanza italiana a stranieri di origine marocchina che arrivavano in Italia senza alcun problema grazie a matrimoni combinati celebrati in Marocco con la compiacenza di alcuni italiani». L’attività investigativa ha consentito alla polizia di identificare un marocchino di 38 anni residente a Vasto, A.S., che, dietro il pagamento di una somma di denaro, favoriva l’ingresso in Italia di connazionali. Secondo le accuse, il 38enne reclutava uomini e donne italiani da far sposare con amici e parenti residenti in Marocco. In questo modo gli stranieri ottenevano senza alcun problema la cittadinanza italiana e potevano entrare nel nostro Paese con procedure “formalmente legittime” aggirando la normativa di contrasto all’immigrazione clandestina. Il promotore della singolare agenzia matrimoniale si occupava di organizzare, a proprie spese, il viaggio in Marocco dei cittadini italiani disposti a contrarre i finti matrimoni presso gli uffici competenti marocchini, consegnando metà del compenso all’atto della celebrazione del rito e promettendo la consegna della restante parte al momento del programmato divorzio.
Le indagini avrebbero accertato che nel giugno del 2013 una donna di Vasto, F.S., 40 anni, e due uomini di Roma si erano recati in Marocco, insieme al promotore dell’attività illecita, per contrarre matrimonio con amici e parenti di quest’ultimo. Una volta celebrato il rito, i tre avevano ricevuto mille euro ciascuno. Gli accertamenti successivi hanno permesso di appurare che nessuno dei tre “sposi” marocchini dopo il matrimonio era andato a vivere con il coniuge italiano. Mentre le indagini sulle tre nozze finte erano in corso, è spuntato fuori un altro matrimonio celebrato a marzo 2013, combinato sempre dallo stesso marocchino tra la vastese e un marocchino di 40 anni. Raccolte le prove, per i nove sono scattate le denunce. Ma non sono esclusi ulteriori sviluppi. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

