Mattatoio, il Comune annulla il contratto

11 Dicembre 2015

Braccio di ferro tra Ente e la cooperativa che gestisce la struttura da 19 anni, a rischio 35 dipendenti

CHIETI. Gestione del mattatoio comunale, braccio di ferro tra l’ente e la società cooperativa “Macellatori Teatini” che è stata diffidata dal Comune a lasciare la struttura di via Pomilio. «Il contratto di gestione è scaduto il 15 giugno 201» afferma il sindaco Di Primio «e la società è morosa con la Teate servizi per circa 210 mila euro di utenze pregresse non pagate». Non è affatto così per la cooperativa che si occupa del mattatoio dal 1997. Nello specifico, la società cooperativa “Macellatori Teatini”, ricorda di aver risolto il contenzioso con la Teate servizi e che nell’impianto sono stati eseguiti, a proprie spese, lavori per complessivi 1,7 milioni di euro in grado di rendere la struttura un punto di riferimento del Centro Sud Italia. Non basta. La cooperativa fa sapere come abbia richiesto una proroga del contratto già dal 2011, senza ricevere risposta dal Comune, e che aveva ricevuto rassicurazioni per proseguire l’attività di gestione del mattatoio di via Pomilio. Un punto su cui non concorda il sindaco che ieri ha convocato l’ufficio legale per trovare una soluzione al problema. «Il contratto è scaduto da mesi e ci sono già due diffide ai danni della società cooperativa. Il contratto» taglia corto Di Primio «va rivisto subito». L’appalto di gestione del mattatoio è stato vinto dalla cooperativa “Macellatori Teatini” il 5 febbraio 1997 ed aveva la durata complessiva di 19 anni con il termine scaduto a giugno. Quando l’allora dirigente del Comune, Giuseppe La Rovere, ora in pensione, aveva già provveduto a diffidare la società. Che, per tutta risposta, aveva chiesto una proroga per ammortizzare le ingenti spese, pari ad oltre 1 milione e mezzo di euro, sostenute per ammodernare il mattatoio e per non interrompere un servizio pubblico. La “Macellatori Teatini” avrebbe anche proposto all’ente di farsi carico dei lavori necessari a coprire gli odori sprigionati dal mattatoio di via Pomilio. Il Comune, per tutta risposta, il 27 novembre ha inviato una nuova diffida a firma del dirigente Paolo Intorbida. La coop non ci sta e annuncia battaglia, anche a tutela dei 35 dipendenti in pianta organica, mentre il Comune si dice pronto a pubblicare un nuovo avviso pubblico di gestione del mattatoio affidando la struttura, nelle more del bando, ad una cooperativa sociale. (j.o.)