Maturità, prima prova archiviata: il tema sui social è il più gettonato

22 Giugno 2023

Piace la traccia sull’attesa ai tempi di Whatsapp: una studentessa del classico l’ha collegata ai filosofi I ragazzi bocciano Quasimodo e Moravia: «Ci aspettavamo Svevo, D’Annunzio o la guerra in Ucraina»

CHIETI. Da Moravia a Quasimodo, Oriana Fallaci e ancora Piero Angela e infine anche Whatsapp. Scalpitano nel raccontare come è andata i maturandi appena usciti da scuola, dopo sei ore di scritto di italiano. Tracce che non si aspettavano, tanto che c’è anche chi le ha reputate «troppo generiche e banali», ma alla fine la più gettonata è stata quella di attualità, che quest’anno ha proposto un elogio all’attesa nell’era di Whatsapp.
TRACCE INATTESE
Appaiono però sgomenti i maturandi al termine della prima prova di ieri. «Il conflitto in Ucraina, la morte della regina Elisabetta e l’intelligenza artificiale» erano i temi di attualità più attesi. «Non erano stimolanti», dice Angelica De Bosis, del liceo linguistico, «quello dell’immediatezza su Whatstapp è un tema abbastanza superato». Le sette tracce fornite dal Ministero sono quindi apparse «difficili e incomprensibili», ammette Michela Petaccia delle Scienze umane, «la tipologia b aveva tracce terribili».
LA PIù SCELTA
Sulla tecnologia la generazione Z non ha dubbi ed è «un porto sicuro». Questa la motivazione comune che ha portato la maggior parte dei maturandi ad affrontare il tema su Whatsapp. «Mi sentivo più a mio agio», racconta Ludovica Serritelli dell’economico sociale. Stessa scelta quella di Caterina Melanitto delle Scienze umane: «Spesso non ci si rende conto di quanto è bella l'attesa». Ognuno l'ha poi sviluppata in modo diverso. «Per me si collegava ai filosofi», racconta Lisa Cantagallo del classico. Per lo scritto di italiano è previsto un massimo di 20 punti, a cui si sommeranno i risultati delle prove successive. «Potevo scrivere di più ma sono soddisfatto», dice Alessandro Di Pierr, tra i primi a uscire dal liceo classico. Seconda traccia più scelta è quella storica con “L’idea di Nazione” di Federico Chabod e “Dieci cose che ho imparato” di Piero Angela. «Sono riuscito a collegare Mazzini e altri personaggi storici», racconta Manrico Falasca del classico. Stessa tipologia scelta da Desiree Giacich del classico. «Mi piace la storia ed era interessante la contrapposizione tra chi pensa che le leggi siano stabilite dall'universo e chi dagli esseri umani». Il tema lasciava spazio a molti richiami. «L'ho collegato al terrorismo e guerra fredda», dice Salvatore Diessí dello scientifico.
LA MENO SCELTA
In pochissimi si sono cimentanti nell’analisi del testo che proponeva “Alla nuova luna” di Salvatore Quasimodo e un brano tratto da “Gli Indifferenti” di Alberto Moravia. «Quasimodo non lo abbiamo toccato per niente nel programma», commenta Andrea Mastrogiuseppe dello scientifico. I maturandi attendevano poeti come Svevo, dato il centenario della Coscienza di Zeno, e una proposta su D'Annunzio e Manzoni. «Improbabile», dicono, una traccia sulla morte del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. «Il fatto è troppo recente, non era possibile», dice Irene Di Cicco dello scientifico. Quindi, sembra che gli studenti quest’anno avevano già pronto qualche spunto per il loro scritto e hanno dovuto rivedere in corso d'opera i loro piani. Ognuno di loro dice comunque di aver dato il massimo: oggi c’è la seconda prova, le preoccupazioni dei maturandi non sono ancora finite.
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