Maturità, prove al via per circa 750 studenti «Torna la normalità»

Dopo due anni di colloqui, si riparte oggi con l’esame classico Nei quattro istituti scelte aule più ampie per il distanziamento
LANCIANO. Al via questa mattina l'esame di maturità per circa 750 studenti dei quattro istituti cittadini. Dopo gli ultimi due anni solo di colloquio orale, quest'anno tornano gli scritti. Per docenti e studenti è quasi un ritorno alla normalità, dopo un anno comunque segnato ancora dal Covid.
Il De Titta-Fermi è l'istituto con il maggior numero di maturandi, 245, di cui 40 all'ex geometri e ragioneria. Seguono il liceo scientifico Galilei con 233, l'istituto Vittorio Emanuele II (classico e artistico) con 133 e il Da Vinci-De Giorgio con 132. Ogni scuola ha scelto aule e spazi più grandi per ospitare le prove e mantenere un certo distanziamento tra i banchi. «Meglio un livello di sicurezza più alto, visto che c'è la possibilità di abbassare o togliere le mascherine», dice la preside del Galilei, Monica De Rosa. «Gli studenti arriveranno in modo scaglionato», spiega Anna Maria Sirolli, dirigente del De Titta-Fermi, «e abbiamo utilizzato le aule più capienti. Fino all'ultimo abbiamo avuto casi di Covid all'interno della scuola, anche tra i docenti. Raccomandare soltanto la mascherina non mi sembra una buona idea, ma ci atteniamo alle disposizioni».
In caso di positività di un maturando, gli scritti dovranno essere recuperati perché obbligatoriamente in presenza, mentre la prova orale può essere svolta a distanza, anche in videoconferenza. Era il caso, allora, di tornare a un esame quasi normale? «L'anno scolastico 2021/22 ha segnato il recupero di una normalità ancora non completamente conquistata», dice la dirigente di Classico e Palizzi, Patrizia D'Ambrosio, «e, pur tra molte difficoltà legate alle interruzioni per parte degli studenti o per intere classi delle attività in presenza, è stato ricco di esperienze di ogni genere, laboratori, corsi extracurricolari di approfondimento, viaggi di istruzione, stage linguistici, che hanno consentito, a mio parere, un graduale riappropriarsi di spazi di socialità fondamentali per gli studenti e il recupero di ritmi di apprendimento che negli ultimi anni avevano risentito del particolare modo di vivere l'esperienza scolastica dettato dall'emergenza sanitaria. Credo che gli studenti siano pronti ad affrontare gli esami, anche se alcuni di loro hanno dovuto confrontarsi con fragilità che la situazione pandemica ha reso più evidenti».
«Sicuramente è un esame più impegnativo rispetto agli ultimi due anni», commenta la preside De Rosa, «i ragazzi avrebbero preferito una prova diversa perché, dicono, sono quelli che hanno fatto più Dad di tutti. Il problema della didattica a distanza c'è stato, soprattutto nei mesi centrali che poi sono quelli in cui di solito si lavora di più. Per questo è stato pensato un esame che tenga conto di questo. Con la seconda prova scritta elaborata dai docenti interni in base al programma effettivamente svolto, ritengo si sia trovato il giusto compromesso. Prima o poi bisogna ripartire».
«Penso sia un bene tornare alla normalità», è il parere della preside Sirolli, «anche perché andiamo verso la bella stagione. Il problema è cosa succederà a settembre con il ritorno a scuola. Fino agli ultimi giorni tutte le scuole di Lanciano sono state segnate da casi di Covid, ma la maggior parte dell'anno scolastico si è svolto in presenza. I ragazzi avrebbero preferito solo l'orale, ma sono preparati ad affrontare anche questo tipo di prova».
«Le quinte dell'anno scolastico 21-22 sono “figlie” dell'era Covid», dice Luisa D'Angelo, vicepreside del Da Vinci-De Giorgio, «per questi ragazzi il percorso del triennio è iniziato in piena pandemia, non hanno fatto viaggi d'istruzione, l'alternanza scuola-lavoro solo su piattaforma. Meritano, a mio parere, di fare un esame più vicino alla normalità. Del resto se non iniziano a riaffrontare questo tipo di prove, sarà più difficile affrontare anche le difficoltà della vita».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

