Maxi bolletta Imu: un milione mai pagato

18 Settembre 2018

La Teateservizi presenta il conto all’istituto delle case popolari, ma l’ente prepara il ricorso alla Commissione tributaria

CHIETI. Una mega bolletta Imu da 1.170.169 euro è stata recapitata all’indirizzo dell’Ater, l’agenzia territoriale di edilizia residenziale guidata dal commissario inviato dalla Regione, Camillo Di Giuseppe. A inviarla all’istituto delle case popolari è stata la Teateservizi, la società comunale di riscossione che nel tentativo di racimolare il tutto per tutto per evitare il tracollo del Comune va anche a bussare alle porte dell’Ater. Che però non ha assolutamente intenzione di pagare. Forte del decreto legislativo 102 del 2013, che ha assimilato all’abitazione principale gli “alloggi sociali” (come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture del 22 aprile 2008), escludendoli dunque dal pagamento dell’Imu a partire dal 2014.
Teateservizi, però, ligia ai dettami del Comune che chiede di aumentare le riscossioni, non sembra voler arretrare. Ed è partita così una battaglia tra i due enti pubblici che per il momento è ferma alla fase iniziale, quella cioè del tentativo di risolvere bonariamente la controversia. Se il tentativo fallirà si andrà a finire alla Commissione tributaria provinciale, organo davanti al quale si può ricorrere contro la richiesta di pagamento della Teateservizi.
La brutta notizia in casa Ater è arrivata a fine giugno, con una lettera firmata dal direttore della società di riscossione, Antonio Barbone. Si tratta, in particolare di un avviso di accertamento Imu relativo all’anno 2014. Accertata la somma di 1.170.169 euro, Teateservizi «invita al pagamento», si legge nella lettera, attraverso «qualsiasi ufficio postale a mezzo dell’allegato bollettino di conto corrente postale», oppure attraverso «Banca teatina, Gruppo Ubi Banca, mediante bonifico bancario». La lettera contiene anche un ultimatum: «Si avverte, altresì, che trascorsi 60 giorni dalla data di notifica del presente atto senza che sia avvenuto l’integrale pagamento si provvederà alla riscossione coattiva dell’intero importo mediante ingiunzione fiscale».
Il nocciolo del contendere sta nella definizione di “alloggi sociali”. Non tutti gli istituti di case popolari possono infatti far rientrare i propri alloggi nella definizione. Di qui una serie di contenziosi che si sono aperti in tutta Italia. Dal punto di vista dell’Ater, le case popolari gestite rientrano appieno nella definizione data dal Ministero delle infrastrutture. E perciò non devono pagare l’Imu. Non la vede così Teateservizi che conta di introitare il milione di euro nel tentativo di aumentare il monte riscossioni, così come richiesto dal Comune, a sua volta pressato dalla Corte dei conti. Ma se le casse comunali sono in rosso e c’è bisogno di introitare al più presto tutto il possibile, l’Ater non se la passa molto meglio, dovendo fare i conti con una passata gestione finita tra sprechi e scandali giudiziari.