Maxi condanna per spaccio di cocaina

Bloccato all’uscita dell’A14 con 40 grammi, ortonese arrestato dalla Finanza: inflitti oltre 5 anni con il rito abbreviato
LANCIANO. Aveva addosso quaranta grammi di cocaina, nascosti nelle tasche dei pantaloni, Salvatore Sorrentino, 42 anni, di Ortona, quando è stato arrestato tre mesi fa dalla guardia di finanza all’uscita del casello dell’A14. Ora, per detenzione ai fini di spaccio di droga, è stato condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione e 24mila euro di multa, col rito abbreviato. Una sentenza severa quella del giudice per le udienze preliminari, Marina Valente, che è andata anche oltre la richiesta di carcere del sostituto procuratore Anna Benigni. Il magistrato aveva, infatti, chiesto quattro anni di reclusione, mentre il legale dell’uomo, l’avvocato Rocco Giancristofaro del foro di Chieti, aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti, che non sono state concesse.
Considerando poi che il processo si è svolto con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, si capisce che il giudice è partito da una pena alta per arrivare alla pena di 64 mesi di reclusione. «La sentenza è stata severa, eccessiva», commenta il legale «tanto che ricorreremo in appello». Condanna severa ma è anche vero che per lo spaccio di droga le pene variano da sei a 21 anni. Sorrentino quindi a causa della condanna resterà in carcere, dove è rinchiuso dal giorno dell’arresto, lo scorso 10 settembre.
L’uomo, la sera di tre mesi fa, fu fermato all’uscita del casello autostradale di Lanciano, dalla guardia di finanza. Un controllo di routine, ma gli agenti notarono una strana agitazione in Sorrentino. Decisero così di perquisirlo e gli trovarono addosso circa quaranta grammi di cocaina pura. Colto in flagranza di reato, vista la quantità di droga che non era certo giustificabile come uso personale, era stato arrestato. Sorrentino ha diversi precedenti per detenzione e spaccio di droga. In carcere, adesso, vi resterà altri cinque anni, a meno di una riformulazione della condanna da parte della Corte di appello.
Dopo questa sentenza il giudice Marina Valente il prossimo 21 dicembre tonerà ad occuparsi di droga. Dovrà infatti decidere se rinviare a giudizio o meno gli undici imputati, albanesi e italiani, a processo per spaccio di cocaina in mezza provincia di Chieti. Per quattro anni la banda avrebbe sfornato centinaia di grammi di cocaina a settimana che veniva poi smerciata, a un prezzo oscillante tra i 70 e 100 euro al grammo, nelle piazze di Lanciano, Miglianico, Francavilla, San Vito, Fossacesia, Casoli, Atessa, Arielli e Santa Maria Imbaro.
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