Maxi incendio, intossicati padre e figlio

19 Giugno 2024

In fumo tra cinque e sei ettari di terreni, i vigili del fuoco al lavoro per ore anche con l’elicottero. Indagano i carabinieri

SAN GIOVANNI TEATINO. Padre e figlio di 73 e 34 anni sono rimasti intossicati in un incendio che ha mandato in fumo tra cinque e sei ettari di terreni coltivati a ulivi e viti. Il rogo è divampato nella tarda mattinata di ieri, a San Giovanni Teatino, nell’area sottostante il radar dell’Aeronautica militare, tra via Vallelunga, via Adamello e via Marmolada.
Tutto lascia pensare che le cause siano colpose: le fiamme, complici il vento e le temperature elevate, potrebbero essere sfuggite al controllo di qualcuno che le aveva appiccate per eliminare le sterpaglie. Ma, al momento, si tratta solo di un’ipotesi. Sull’episodio indagano i carabinieri della stazione di Sambuceto.
L’allarme è scattato verso mezzogiorno. È stato fondamentale il lavoro dei vigili del fuoco del comando provinciale di Chieti, che hanno domato le fiamme anche con l’ausilio dell’elicottero. L’intervento tempestivo ha consentito di scongiurare che l’incendio potesse interessare anche un’abitazione, che dunque non è stato necessario evacuare. Padre e figlio, che si trovavano all’interno di un loro terreno, hanno riportato un’intossicazione a causa del fumo e sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti con l’ambulanza del 118: le loro condizioni non sono ritenute gravi dai medici. Il giovane, al momento delle prime cure, è stato aiutato dai soccorritori con l’ossigeno.
Sul posto sono arrivati anche i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per fare luce sulla matrice dell’incendio, la polizia locale di San Giovanni Teatino e il sindaco Giorgio Di Clemente. «Sono in vigore le ordinanze di divieto di accensione fuochi a partire dal 15 giugno e fino al 15 ottobre», ha ricordato il primo cittadino, «alla cittadinanza chiediamo massima attenzione e collaborazione per prevenire situazioni come queste». E ancora: «Vi è l’obbligo di pulizia dei terreni incolti. Sono in corso accertamenti che prevedono sanzioni per chi non rispetta queste prescrizioni».
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