Maxi rissa, il gip decide sugli arresti

27 Luglio 2020

Lanciano. Undici indagati chiedono la libertà, Tommaso Guarnieri lascia il carcere

LANCIANO. Tommaso Guarnieri ha lasciato il carcere di Vasto perché non ha preso parte alla rissa tra i due rami della famiglia Guarnieri e non ha minacciato alcun componente del clan con una pistola la notte del 26 giugno scorso a Santa Rita. Gli altri 11 protagonisti della faida finita con 5 feriti a colpi di bastoni, spranghe e cric, tra oggi e domani sapranno se potranno lasciare i domiciliari o saranno sottoposti ad altre misure. Gli avvocati difensori di entrambe le fazioni hanno infatti depositato al gip le richieste di cambiare le misure cautelari. Hanno chiesto la revoca dei domiciliari e, in subordine, il divieto di avvicinamento tra i due rami della famiglia gli avvocati Gaetano Pedullà e Lucia Di Battista per Gaetano Guarnieri (60 anni), il figlio Sante (23), il genero Enzo Manzi (43), tutti e tre sottoposti agli arresti domiciliari; Demis Manzi (21), Federico Cervelli (20) e Kevin Guarnieri (21), questi ultimi sottoposti ad obbligo di firma. Ha chiesto la modifica dei domiciliari e il divieto di avvicinamento l’avvocato Vincenzo Menicucci per Angelo Guarnieri (62), i figli Gaetano (37) e Fabrizio (33) e il nipote Fioravante Di Rocco. Evitare che i due rami della famiglia vengano in contatto per i legali è fondamentale per evitare altre risse, come già avvenuto in passato, con uso di mazze, bastoni, stampelle di metallo e cric di auto. Menicucci rappresenta anche Sergio Di Rocco (41) e Tommaso Guarnieri (40), che sono i primi due finiti in cella su decisione del tribunale di sorveglianza dopo avere violato, proprio per partecipare alla rissa, la misura di sorveglianza a cui erano sottoposti. Ma Tommaso ha lasciato il carcere di Vasto. «Con la rissa non c’entrava nulla e nemmeno con le minacce con una presunta pistola», dice Menicucci. «Il tribunale di sorveglianza dell’Aquila ha così rigettato la richiesta del magistrato di revocare l’affidamento e lo ha rimesso in libertà. Tommaso torna alla misura alternativa come prima, affidato ai servizi sociali». Lo stesso tribunale di sorveglianza ha invece confermato la revoca della misura alternativa per Sante Di Rocco, che resta in carcere a Civitavecchia fino a fine pena, salvo altre decisioni. (t.d.r.)