Maxi sciopero e stipendi Le prime grane per Vacca

Il decano ascoltato per tre ore dal pm anche sulla punizione a De Carolis Raccolte 330 firme per annullare il provvedimento. Buste paga a rischio
CHIETI. Il 3 aprile sarà sciopero generale all’università D’Annunzio. A meno che il decano Michele Vacca non accolga la richiesta di ritirare il provvedimento di sospensione dal servizio per tre mesi per il sindacalista e senatore accademico Goffredo De Carolis. A chiederlo sono tutte le sigle sindacali dell’ateneo (Cgil, Cisl, Uil e Csa) meno il Cisapuni. Ma sono soprattutto 330 dipendenti dell’ateneo teatino, vale a dire quasi tutto il personale dell’università D’Annunzio che ha firmato il documento sindacale fatto recapitare a Vacca.
Sul caso del senatore accademico punito per un intervento in Senato sullo stipendio «indebito» del direttore generale, sindacati e dipendenti quasi in blocco non intendono indietreggiare. In questi giorni in università sono anche apparsi manifestini appesi ai muri che riportavano articoli di stampa sulla vicenda di un dipendente che risultava al lavoro mentre invece era in vacanza, gli articoli erano commentati a penna con un «dov’è il provvedimento?».
Intanto in università si continuano a vivere ore di spasmodica attesa. Il rettore senza più funzioni Carmine Di Ilio è alle prese con una decisione pesante: quella delle dimissioni. Ci sta ancora riflettendo e non è escluso che possa decidere che possa rimanere nella scomoda posizione di un rettore senza poteri sino alla fine. Dal ministero, invece, si attende indicazioni sia per l’arrivo del commissionario che per la nomina del nuovo vicedirettore generale che possa sostituire Filippo Del Vecchio. Mentre Vacca, come decano, può sostituire per il momento Di Ilio, senza il suo vertice tecnico, l’ateneo risulta paralizzato. Tra le emergenze c’è anche il pagamento dello stipendio per dipendenti e classe docente, vale a dire per quasi mille persone. Gli stipendi vengono pagati generalmente il 25 del mese, ma la banca ha bisogno di ricevere il mandato di pagamento almeno sei giorni prima. L’impegno di pagamento deve essere firmato dal rappresentante legale dell’università, ovvero da chi svolge le funzioni di direttore generale. In teoria potrebbe farlo anche Vacca, anche se non è ben chiaro se possa assumersi o meno tale responsabilità.
Nel frattempo, tra le notizie che si rincorrono tra i corridoi universitari, c’è anche quella di un documento sindacale che chiederebbe subito le elezioni per il nuovo rettore.
Su un altro fronte, continuano le indagini della magistratura condotte dalla Squadra mobile. Gli inquirenti hanno sentito come persona informata dei fatti il professor Luigi Capasso, la persona che con il suo esposto ha dato il via all’indagine che ha portato all’interdizione per sei mesi di rettore e direttore generale, e hanno ascoltato a lungo anche il professor Vaca. Per quanto riguarda quest’ultimo, uno dei temi delle tre ore di faccia a faccia con il pm Giancarlo Ciani è stato anche il caso De Carolis. Sono stati interrogati, inoltre, altri due dipendenti dell’ateneo, tra cui la segretaria di Del Vecchio, Marina Marino. Quest’ultima sarebbe stata sentita in particolare a proposito delle richieste che Del Vecchio, pur esautorato dal suo ruolo, avrebbe continuato a fare. Sarebbe inoltre partito anche un altro filone di inchiesta riguardante la fuga di notizie circa il provvedimento di interdizione. Si cerca, cioè, di capire se, e come, Di Ilio e Del Vecchio avessero potuto conoscere in anticipo la decisione del gip. (a.i.)

