Maxi società dei rifiuti, lo stop arriva da sette sindaci

19 Settembre 2020

VASTO. «Ragioniamo e pensiamo come organizzare meglio il ciclo dei rifiuti, senza scavalcare le comunità territoriali». Non si è fatta attendere la reazione dei sindaci all’indomani della notizia,...

VASTO. «Ragioniamo e pensiamo come organizzare meglio il ciclo dei rifiuti, senza scavalcare le comunità territoriali». Non si è fatta attendere la reazione dei sindaci all’indomani della notizia, pubblicata dal Centro, dell’ipotesi di fusione tra il Civeta di Cupello e la Ecolan di Lanciano lanciata dal presidente della società frentana, Massimo Ranieri. Un progetto che risale a quattro anni fa (il tavolo di lavoro si è costituito ed insediato nel 2016 quando alla guida dell’ente c’era l’ex commissario Franco Gerardini), e che ora con l’Agir potrebbe prendere corpo. «Qualora ci fossero stati accordi chiediamo a tutti, ai vertici di Ecolan e al Commissario del Civeta, Valerio De Vincentiis, di fermarsi e di procedere ad una ricognizione e ad una verifica con le comunità territoriali che sono ancora proprietarie dell’impianto e che hanno investito risorse proprie», dicono Tiziana Magnacca, Mimmo Budano, Nicola Di Carlo, Filippo Marinucci, Catia Di Fabio, Alfonso Ottaviano e Graziana Di Florio, sindaci di San Salvo, Villalfonsina, Pollutri, Casalbordino, Monteodorisio, Scerni e Cupello, «ragioniamo e pensiamo come meglio organizzare il ciclo dei rifiuti, ma nessuno pensi di poter lanciare un’Opa gratuita sul Civeta». Parla invece di «esproprio proletario» Edmondo Laudazi, capogruppo della lista civica “Il Nuovo Faro”, che chiede la convocazione di un consiglio comunale urgente per informare i cittadini.
«Il Consorzio Civeta deve essere restituito ai legittimi proprietari, cioè i Comuni, prima possibile», sostiene Laudazi, «devono essere chiuse le inchieste penali pendenti da tempo anche per sapere se e che impicci ci sono stati, e che eventuali ipotesi di riorganizzazione dei servizi globali di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti dovranno essere definite dai Comuni interessati, in primis Vasto e San Salvo, nell’ambito del miglior funzionamento dell’Agir. È vero che l’impianto di trattamento del Civeta, con l’annessa discarica, è l’unico impianto pubblico della Provincia di Chieti», prosegue il consigliere, «ma è altrettanto vero che i cittadini di Vasto e del Vastese non sono disponibili a trasformare il Civeta nella pattumiera d’Abruzzo, nè a subire passivamente un esproprio proletario. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna ed i suoi distratti amministratori convochino un consiglio comunale urgente per informare i cittadini. Tutto dovrà essere concordato in maniera trasparente».