Mayky parla 20 giorni dopo il pestaggio: «I miei aggressori ancora liberi»

Il 26enne malmenato fuori dal locale in piazza Sirena: «Da quella sera ho lasciato casa». Ma la voglia di tornare a lavorare è tanta: «A breve la riabilitazione, spero di farcela entro un mese»
FRANCAVILLA AL MARE. A distanza di oltre 20 giorni dalla notte del pestaggio, torna a parlare Mayky Sanchez, il cuoco di 26 anni vittima dell’aggressione a sfondo razziale la sera di venerdì 4 settembre appena fuori da “Dettagli”, il locale dove lavora in piazza Sirena, da parte un gruppo di alcuni giovani. Le indagini condotte dai carabinieri di Francavilla hanno portato alla denuncia di sei ragazzi di età compresa tra i 16 e i 26 anni, questo anche grazie alle immagini registrate dalle telecamere e dalle testimonianze raccolte.
Intanto Mayky prova a guardare avanti: «Ora sto meglio, ma la mia vita è cambiata», dice non senza dispiacere. «Ho lasciato la mia casa a Francavilla per tornare da mia madre a Chieti Scalo. Mi manca quella che era la mia quotidianità, il lavoro, le mie passeggiate sul lungomare. Ma per adesso è così». Lui però non si perde d'animo: «Le ferite si stanno rimarginando, a breve credo inizierò la riabilitazione, anche per recuperare il completo uso della mano destra che è stata operata e dove adesso ci sono placche e viti. Spero e credo che nel giro di un mesetto il peggio sarà alle spalle e allora potrò a tornare al lavoro. Non vedo l’ora».
Dall’altro lato però, Mayky è ancora alla ricerca di tante risposte su quanto accaduto: «I miei aggressori, seppur individuati e denunciati, sono ancora a piede libero. Mentre io sono costretto ad evitare certi luoghi in modo da prevenire ogni tipo di ripercussione. Questa è una cosa che proprio non riesco a comprendere, dovrebbe essere il contrario». Poi aggiunge: «Dalla sera dell'aggressione di fatto non sono più tornato a Francavilla. Solo una volta sono passato a casa e ho visto che sulla porta e sulla finestra ci sono segni di calci, lasciati dalle impronte delle scarpe. Non so chi si sia stato, ma sicuramente è un ulteriore segnale che mi convince a rimanere lontano. Almeno per ora».
Mayky però conferma di non aver ricevuto alcuna minaccia o comunque alcun contatto dai suoi aggressori: «No. Devo dire che fortunatamente nessuno si è fatto sentire. In queste settimane ho letto alcuni commenti sui social di soggetti che erano presenti quella sera, ma non ho avuto alcuno contatto con loro». Poi aggiunge: «Insieme al mio legale stiamo valutando cosa fare e come farlo per potermi tutelare al meglio. Io ho voglia di tornare a vivere e di recuperare quella normalità che avevo avuto fino alla notte del fattaccio e che adesso mi manca. Come ho detto, spero che nel giro di un mesetto possa tornare a lavorare, già questo sarebbe un ottimo passo in avanti». Poi conclude: «Adesso sto vivendo con mia madre, che mi sta aiutando molto a superare il momento difficile. Poi la mia idea è quella di trovarmi una casa tra Chieti e Pescara, da dove ripartire. Ora mi auguro solamente che il percorso di riabilitazione parta quanto prima e possa concludersi senza intoppi nei tempi previsti».
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