Medaglia d’onore a Spagnoli, rinchiuso due anni nei lager

In prefettura spettacoli e musica per ricordare l’Olocausto L’appello di Barbato: con la memoria costruiamo il futuro
CHIETI . «Riflettere sulla Shoah e sullo sterminio nazista deve essere un’occasione per mettere in guardia da ignoranza, discriminazione e intolleranza, soprattutto in un momento storico caratterizzato da un clima socio-culturale che favorisce un atteggiamento di chiusura, inducendo una popolazione, resa più fragile dagli effetti della crisi economica e dal venir meno delle sicurezze sociali, ad assumere comportamenti caratterizzati dalla “paura dell’altro e del diverso”». Sono le parole pronunciate dal prefetto di Chieti, Giacomo Barbato, nel corso della ricorrenza per il Giorno della Memoria. È stata un’intensa cerimonia quella che si è svolta ieri mattina a Palazzo del Governo, al termine della quale lo stesso prefetto, affiancato dall’assessore di Casalbordino, Luigi Di Cocco, ha consegnato la medaglia d’onore in memoria di Donato Spagnoli, originario proprio di Casalbordino e internato in Germania dal 24 settembre 1943 all’8 aprile 1945. A ritirarla è stata la figlia, Maria Clotilde Spagnoli. Numerose autorità e sindaci della provincia hanno preso parte all’evento.
Il programma della mattinata ha previsto interventi musicali e teatrali coordinati dalla regista Veronica Pace, curatrice in particolare delle drammatizzazioni messe in scena dai giovani attori dell’associazione teatrale “Shakespeare in Converse” di Chieti. Il maestro Maurizio Torelli, direttore dell’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, ha scelto i brani eseguiti dalle artiste Stefania Cocco, mezzosoprano, e Irene Filiaggi, pianista. Le scene recitate hanno emozionato il prefetto ed i presenti, che al termine hanno riservato una standing ovation agli artisti. All’evento hanno partecipato anche gli studenti del liceo scientifico Galileo Galilei di Lanciano con il proprio docente Luciano Biondi, per parlare del progetto promosso sulle “Pietre di Inciampo”, ideate dall’artista Gunter Demning.
C’è stata, inoltre, la testimonianza di Bruno Sorgini, figlio di Nicola, originario di Fossacesia e deportato nei campi di concentramento in Germania nel periodo 1943-1945. «L’attualità e la cronaca ci consegnano oggi lo scenario di una delle stagioni storiche più difficili e complesse della vicenda umana», ha aggiunto il prefetto. «Ebbene questa stagione esige che venga coltivato e rafforzato il ricordo, la memoria, quel patrimonio di conoscenze che, solo, è in grado di orientare fattivamente la costruzione del futuro».
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