Medaglie a sei internati teatini

Al Marrucino la Giornata della memoria. Chieti rende onore ai prigionieri dei campi tedeschi
CHIETI. Oltre 400 studenti delle scuole medie e superiori di tutta la provincia, al teatro Marrucino, per celebrare la Giornata della memoria, che passa anche attraverso le storie di sei persone originarie del chietino internate nei lager e nei campi di lavoro. A quei sei cittadini deportati e destinati al lavoro coatto in Germania, quest’anno è stata concessa la medaglia d’onore alla memoria. Il primo è Argentino Antonelli, che fu internato dall’8 settembre del ’43 fino al ’45. A ritirare la medaglia ci sarebbe dovuto essere il nipote Italo Di Lello, assente per un imprevisto. Mario Paolini, invece, finì nel campo di concentramento di Buchenwald. Sul palco, a ritirare la medaglia d’onore, la nipote Angela Maria. Pierino Vitale, finì nel lager dal ’43 al ’45 finì nei lager. Per lui, a ricevere il riconoscimento, il nipote Pasquale Piscopo. Per Aquilino Antonelli, prigioniero in Germania negli stessi anni, c’era la figlia Maria, che ha ritira anche la medaglia di Trento Baldi di cui è la nipote. Baldi fu internato dal ’43 al ’45 a Trieste. Poi Tommassino De Laurentis, di Altino, prioniero fino al ’44. Per lui c’era il figlio Sebastiano. Ad accompagnare i familiari il sindaco di Giuliano Teatino, Nicola Andreacola e quello di Altino, Vincenzo Muratelli, con la dottoressa Cinzia Di Vincenzo. In platea l’assessore regionale Silvio Paolucci, il sindaco di Ortona, Vincenzo D’Ottavio, e quello di Celenza sul Trigno, Walter Di Laudo. A consegnare le medaglie è stato il prefetto Antonio Corona, perché il momento del ricordo è stato voluto proprio dalla prefettura di Chieti: «Queste medaglie hanno un valore enorme», ha ricordato il prefetto. «I momenti di disagio assoluto, di freddo e di gelo vissuti da molti di voi in questi giorni a causa del maltempo, quelle persone li vivevano tutti i giorni. Quegli uomini», ha ricordato, «non sono passati dalla parte dei loro aguzzini, salvaguardando la dignità del nostro Paese». E prima dei riconoscimenti, le toccanti rappresentazioni artistiche dei giovanissimi cantanti e attori del Piccolo Teatro dello Scalo, diretto da Giancamillo Marrone. A risuonare sono stati brani come “Auschwitz”, di Francesco Guccini, e “Imagine” di John Lennon, grazie alle voci dei 9 cantanti diretti da Laura Surricchio e Alessandro Pento. Poi i 25 ragazzi del laboratorio di recitazione di Marrone: la voce ha fatto da sottofondo alle scene, che hanno restituito le immagini di “Se questo è un uomo”, di Primo Levi, del racconto autobiografico “La Notte”, di Elie Wiesel, e di Scarpette Rosse di Joyce Lussu. Tanti i professori universitari e i dirigenti scolastici, alla presenza dei più alti gradi dei corpi dei Carabinieri, della Polizia, della Guardia di Finanza e delle istituzioni, con il picchetto e l’inno nazionale cantato a cappella dai ragazzi del “Piccolo”, mentre il pubblico è rimasto in piedi. Con loro la Polizia stradale e gli immancabili Vigili del Fuoco. Ma prima d’ogni cosa un altro momento di raccoglimento iniziale: quello per le vittime di Rigopiano.
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