Medici del Vastese pronti a scioperare contro i tagli

13 Settembre 2017

La Regione rivuole i soldi delle indennità: da domenica garantite solo le urgenze Ciancaglini: «Strade disastrate e sedi accorpate, il nostro lavoro non è sicuro»

VASTO. «Chi ci governa venisse a fare un solo turno con noi, per vedere in quali condizioni lavoriamo». I medici di continuità del Vastese salgono sulle barricate, insieme ai colleghi di tutto l’Abruzzo, contro la decisione della Regione di tagliare le indennità di rischio a 280 professionisti in servizio nelle guardie mediche. In realtà la disposizione firmata dall’assessore alla sanità Silvio Paolucci, il 18 luglio scorso, prende atto di quanto stabilito dalla Corte dei conti e dispone che, dal primo agosto i medici non devono più percepire i 4 euro in più, come indennità di rischio, per ogni ora di lavoro. Per il governatore Luciano D’Alfonso è un atto dovuto in linea con quanto stabilito dalla magistratura contabile. Per il sindacato dei medici del Vastese è un atto assurdo ai danni di una categoria di professionisti che lavorano già in condizioni assurde. Nel Vastese si fa i conti con viabilità disastrata nelle aree interne e sedi accorpate. Sono rimaste quelle di Vasto, San Salvo, Casalbordino, Celenza sul Trigno, Castiglione Messer Marino, Carunchio e Palmoli. «Lavoriamo già in condizioni pessime», spiega il dottore Alberto Ciancaglini, «la sede manca di barriera antiscivolo per i disabili, bagno per l’utenza, uscita di sicurezza. Ma i rischi, specie di notte, sono alti. Ci tolgono le indennità ma ci dessero videocitofono e vigilanza privata come per i Pronto soccorso. Non capiamo perché la Regione abbia tolto questi 4 euro di indennità decise nel 2006 dalla giunta Del Turco. Non li abbiamo pretesi noi». La Regione ha deciso che vanno recuperate le somme pregresse fin qui elargite in quanto percepite illegittimamente. Tradotto in cifre ogni medico dovrebbe restituire 60mila euro. Da domenica inizia lo sciopero: saranno garantite solo le prestazioni d’urgenza, le altre saranno dirottate al 118. Facile immaginare i disagi per l’utenza. E i medici avvertono che è solo la prima di una serie di iniziative per difendere quello che ritengono un diritto acquisito. L’assessore Paolucci pare stia cercando un modo per evitare disagi ai medici senza contrastare le decisioni della Corte dei conti. «Ha idea il governatore D’Alfonso di cosa significa per un medico di continuità accorrere anche di notte ad ogni chiamata? Ha idea dei rischi che un medico corre soprattutto nelle strade disastrate del Vastese?», dicono i medici. Secondo indiscrezioni molti sarebbero intenzionati a lasciare le postazioni più disagiate e periferiche, e questo sarebbe un guaio grosso. «Buona parte della somma è impiegata per le trasferte», spiegano i medici. Il consigliere regionale Mauro Febbo porterà il caso in commissione vigilanza per verificare la legittimità della deliberazione della giunta regionale.
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