Medici di base, solo la metà vuole vaccinare

28 Aprile 2021

L’appello del prefetto: l’adesione deve aumentare, a giorni convocherò i sindacati della categoria

CHIETI. Soltanto il 50% dei medici di base ha dato la propria disponibilità alla vaccinazione. Troppo pochi, secondo il prefetto Armando Forgione, che ha convocato su questo tema per ieri mattina un vertice con il direttore della Asl Thomas Schael, prima della riunione del tavolo prefettizio Salus et Spes. L’incontro si è tenuto in presenza in prefettura. Hanno partecipato anche il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi e Lucilla Gagliardi, presidente dell’Ordine dei medici della provincia che conta oltre 300 medici di famiglia. Con i sindacati dei medici la Asl ha firmato un’intesa proprio per incentivare i medici di medicina generale a rendersi disponibili alla vaccinazione, ma il prefetto Forgione vuole ancora di più. «A giorni convocherò una riunione con i sindacati della categoria», annuncia, «per capire come aumentare l’adesione al bando Asl per la vaccinazione». Anche l’Ordine dei medici «farà la sua parte», ha assicurato la presidente Gagliardi, «per cercare di convincere quanti più medici possibile ad aderire soprattutto alla campagna di vaccinazione dei loro pazienti a domicilio. C’è qualche resistenza che cercheremo insieme di superare. Noi siamo vicini ai colleghi, cercheremo di supportarli e di smussare le difficoltà che ci sono». Il rettore Caputi ha ricordato che non appena si darà il via libera agli odontoiatri come vaccinatori, allora l’università potrà supportare ancora di più la campagna vaccinale con i suoi 100 specializzandi. L’obiettivo della Asl è quello di arrivare alle 3.500 vaccinazioni al giorno in provincia di Chieti, con gli hub di Chieti Lanciano e Vasto schierati sui grandi numeri. La fascia di età dai 60 ai 79 anni viene vaccinata con AstraZeneca, mentre Pfizer e Moderna sono riservati agli ultra fragili e over 80. Ma proprio Astrazeneca desta più perplessità. «Questa organizzazione è l’unica possibile con le dosi che abbiamo a disposizione», ha specificato Schael, «ed è bene che sia chiaro a tutti, così come dev’esserlo altrettanto che gli utenti che rifiutano il tipo di vaccino proposto avranno una nuova possibilità quando saranno esaurite tutte le altre categorie». Finora complessivamente sono state somministrate 105mila dosi, di cui 20mila AstraZeneca che non ha fatto registrare alcun tipo di problema. (a.i.)
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