Medici e infermieri: più sicurezza in ospedale

12 Maggio 2018

Gli ordini professionali in campo dopo la nuova aggressione al Pronto soccorso  Flacco: attivate misure straordinarie. L’assessore Paolucci: solidarietà al personale

CHIETI. «Infermieri e medici non sono e non devono diventare bersagli sui quali riversare rabbia e frustrazione causate da inefficienze del sistema». A parlare sono i rappresentanti degli ordini degli Infermieri e dei Medici, Giancarlo Cicolini ed Ezio Casale, dopo l’aggressione di due infermiere da parte di un paziente con problemi, due notti fa al Pronto soccorso del Santissima Annunziata, diretto da Antonio Iacovella. «Le istituzioni competenti identifichino i fattori di rischio per la sicurezza del personale», chiede Cicolini, «e pongano in essere le strategie organizzative, strutturali e tecnologiche più opportune. E’ ben noto - afferma Cicolini - che in ambito sanitario e sociosanitario le aggressioni fisiche hanno raggiunto rispettivamente il 48% e il 27% degli operatori, in modo particolare nei servizi di emergenza-urgenza e nelle strutture psichiatriche, ma non vanno trascurati gli insulti e le minacce che, in maniera trasversale, raggiungono tra l'82% e il 64% degli operatori. È un tema che deve diventare di assoluta priorità». «Serve un posto fisso di Polizia attivo 24 ore su 24», aggiunge Casale, «e, in ogni caso, un servizio di vigilanza costante all’interno del Pronto soccorso. Va rafforzata la dotazione di personale, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso. L’area per il triage va adeguata, dedicando un apposito locale che garantisca il rispetto della privacy delle persone». «La direzione aziendale non sta a godersi la siesta ignorando i problemi relativi alla sicurezza, riferiti in special modo al Pronto soccorso dell’ospedale di Chieti», replica il manager Pasquale Flacco. «Abbiamo istituito due postazioni della vigilanza, una all'interno del Pronto soccorso e una all'esterno», continua, «proprio per favorire condizioni di tutela per il personale e gli utenti. Sono misure straordinarie, che offrono all’ospedale una protezione sicuramente adeguata ai volumi di attività che esprime. Anche sul fronte della formazione mirata alla gestione dell’utenza più critica, con particolare riferimento alle situazioni di maggiore aggressività, abbiamo attivato corsi specifici rivolti al personale. Questo per dire che vengono messe in campo tutte le azioni possibili per prevenire episodi di violenza ai danni dei nostri operatori. Ma casi come l’ultimo che si è verificato restano circoscritti alla eccezionalità della vita del Pronto soccorso e non sono la normalità né il frutto di una politica aziendale miope o incurante dei problemi e delle emergenze». Infine l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci esprime solidarietà al personale e annuncia: «Come Regione stiamo mettendo in campo, con risorse aggiuntive di 8 milioni per l'annualità in corso, interventi per ridurre il fenomeno della carenza di personale per i servizi in aree assistenziali di maggiore attività». (a.i.)