Medici, protesta dei camici appesi

D’Annunzio, i giovani del Sigm: siamo pronti a lasciare l’Italia
CHIETI. «Siamo pronti a lasciare l’Italia. Paese nel quale i politici non si curano del nostro futuro». La denuncia arriva dai componenti dell’associazione Giovani medici (Sigm) che ieri hanno aderito alla campagna nazionale «SvoltiAMOlaSanità», chiamando a raccolta la componente giovane della sanità regionale. «Un flash mob silenzioso» racconta Angelo Di Vincenzo, amministratore locale del Sigm (Segretariato italiano giovani medici) «che abbiamo organizzato nell’ateneo d’Annunzio e con discreto successo». Nessuno slogan strillato, i giovani medici «senza futuro» si sono limitati ad appendere i camici bianchi in segno di protesta. «L’università sforna ogni anno degli ottimi professionisti che però non vengono assorbiti dai circuiti lavorativi» sostiene Di Vincenzo «per iniziare a lavorare come medico di base o come specialista bisogna fare concorsi, ma se li vinci vieni retribuito tanto quanto una borsa di studio». La protesta dei giovani medici teatini è andata in scena in contemporanea ai colleghi di tutta Italia. «Siamo vittime di una politica sempre più miope, preoccupata solo a fare quadrare i bilanci e quindi a tagliare senza scrupoli servizi sanitari fondamentali per i cittadini». Non solo.
Per l’associazione chi governa non si preoccupa di inserire nel settore professionisti di nuova generazione. «Quando la popolazione si accorgerà del continuo impoverimento del servizio sanitario pubblico» aggiunge «sarà troppo tardi perché noi saremo da tempo altrove».(y.f.)
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