Medicina nel caos, pazienti in corridoio

21 Marzo 2018

Reparti al collasso. Nella notte 25 ambulanze al Pronto soccorso. Flacco: presto 15 letti in più. E sul futuro dell’Obi è allarme

CHIETI. Pronto soccorso nel caos nella notte tra lunedì e martedì, con pazienti in attesa per ore prima di poter essere presi in cura. In diversi hanno segnalato le gravi difficoltà vissute in una struttura definita «insufficiente», sia dal punto di vista logistico che da quello del numero delle forze in campo. «Certo è stata una notte un po’ agitata», ha confermato il primario del Pronto soccorso Antonio Iacovella, «determinata, oltre che da una particolare coincidenza, anche dal fatto che a Chieti arrivano anche pazienti che dovrebbero rivolgersi a Lanciano, Ortona e Pescara. Purtroppo son arrivate ben 25 ambulanze. C’è indubbiamente una carenza di posti letto di cui abbiamo parlato con i vertici Asl che stanno facendo sforzi per risolvere il problema, soprattutto per quanto riguarda i posti per acuti nel campo medico-geriatrico». Nonostante gli sforzi di cui parla Iacovella, però, i 15 posti letto in più per il sovraffollato reparto di Clinica medica non sono stati ancora attivati. Erano stati annunciati per metà febbraio e per ora si è solo trovato il posto dove metterli: l’ottavo livello corpo D. «Ci sono già arredi e attrezzature mediche, devono ora essere reperiti gli infermieri necessari», dice Francesco Cipollone, primario di Clinica medica. E intanto il suo reparto scoppia, come quello gemello chiamato Programma (i due reparti di Medicina si trovano uno di fronte all’altro all’undicesimo livello corpo A). Ieri alle 13 c’erano 16 barelle in corridoio: 8 per reparto. Alcuni letti in corridoio avevano anche attaccate le bombole d’ossigeno per i pazienti, cosa che è severamente vietata. «I nuovi posti a disposizione della Clinica medica saranno pronti entro un mese, la Asl non ha fatto marcia indietro. È solo che i tempi della pubblica amministrazione non sono velocissimi», ha detto il direttore generale Asl Pasquale Flacco ieri impegnato in tribunale.
Altre 6 barelle in corridoio le abbiamo trovate all’Obi (Osservazione breve intensiva) che, facendo parte del pronto soccorso, soffre la situazione di conseguenza. Proprio sull’Obi ora si appuntano le preoccupazioni di molti. La Asl, infatti, sembra intenzionata a staccarla dal pronto soccorso per farne un reparto a sé. Una scelta che non piace a chi vi vede un depotenziamento del Pronto soccorso. Depotenziamento particolarmente pericoloso in un momento in cui si parla di Dea di II livello, in cui cioè l’ospedale teatino deve integrarsi con quello di Pescara. E se è vero che Chieti ha perso diverse Unità operative complesse proprio a favore di Pescara, forse non è il caso che arrivi all’appuntamento anche con un Pronto soccorso senza un pezzo importante come l’Obi.