Medicina scoppia, anziani in corridoio

30 Gennaio 2018

Il reparto è sovraffollato per il picco dell’influenza e anche i ricoverati con le bombole di ossigeno sono sistemati in corsia

CHIETI. Letti in corsia dappertutto. Cinque nel reparto di Clinica Medica e sei in quello di fronte chiamato Programma. I corridoi sembrano diventati una lunga camerata, con i pazienti, per lo più anziani, parcheggiati sulle brande. Qualche volta ci sono dei paraventi a tutelare quel minimo di privacy che si può ancora avere lungo una corsia d’ospedale, in altri casi non c’è nulla.
Siamo all’undicesimo livello dell’ospedale teatino. Nel corpo A-B ci sono i due reparti gemelli di Medicina, si chiamano Clinica Medica e Programma. Il primo è diretto dal professor Francesco Cipollone, il secondo dal professor Ettore Porreca. Ieri, all’orario delle visite, abbiamo fatto un giro nei due reparti. L’atmosfera era da girone dantesco. I due reparti sembravano al collasso, con il personale medico-infermieristico gravato da altissimi carichi di lavoro. Tante le lamentele dell’utenza, arrivate anche all’orecchio dei carabinieri del Nas (il Nucleo antisofisticazione e sanità) al comando del maggiore Domenico Candelli. Pare che i carabinieri abbiano già fatto un primo sopralluogo. I letti in corsia fanno parte di una situazione d’emergenza e i carabinieri lo sanno bene. Quello che è assolutamente vietato sono le bombole d’ossigeno attaccate ai letti in corridoio. Noi le abbiamo trovate, come documentiamo nelle fotografie.
Il picco dell’influenza stagionale è di sicuro il primo responsabile del sovraffollamento. Ci risulta che anche il pronto soccorso teatino stia scoppiando. Per quanto riguarda i due reparti di Medicina c’è poi da mettere in conto il fatto che dal 2013 in poi (da quando, cioè, sono stati scoperti i due corpi di fabbrica costruiti con cemento impoverito e dunque non sicuri dal punto di vista sismico) i posti letto sono stati tagliati di un terzo, visto che uno dei tre reparti di Medicina (la Geriatria che si trovava nel corpo di fabbrica a rischio sismico) è stato trasferito a Ortona. La Asl sta comunque correndo ai ripari: tra una settimana, massimo dieci giorni, metterà a disposizione della Clinica medica altri 15 posti letto.
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