«Medicine difficili da ottenere»

25 Giugno 2017

Il consigliere Ferrara: la Asl modifichi l’erogazione dei farmaci

CHIETI. Problemi seri per chi soffre di patologie come demenza vascolare e Alzheimer. A denunciare una situazione «non più sostenibile» è il dottor Diego Ferrara, medico di medicina generale e consigliere comunale. «Sono pazienti sfortunati a cui il male procura deliri, allucinazioni, agitazioni psicomotorie e che hanno bisogno di particolare farmaci per superare momenti critici. Si tratta però di farmaci che consentono di gestire questo tipo di malattia ma che sono gravati di effetti collaterali che hanno portato il ministero della Salute, attraverso l’Aifa, l’agenzia del farmaco, a decidere che la loro prescrizione sia subordinata all’approvazione di un centro specializzato, l’Unità di valutazione Alzheimer (Uva). Prima, con la collaborazione dei medici del distretto sanitario, si riusciva a gestire la situazione, ma nel mese di maggio il servizio Farmacia della Asl ha notificato a tutti i medici l’obbligo di passare attraverso il centro specializzato ospedaliero per prescrivere questi farmaci». Quindi ora un malato che ha necessità di queste medicine deve obbligatoriamente recarsi in ospedale per sottoporsi agli accertamenti di questi centri specializzati. «Da tener presente poi», continua Ferrara, «che i piani terapeutici sono approvati dall’Uva per un periodo di due-tre mesi, passati i quali il paziente deve di nuovo farsi visitare per continuare ad avere i farmaci di cui necessità. Capite quali e quanti disagi devono affrontare i malati e loro parenti». Ma cosa si può fare per ovviare a questa situazione? «Ho chiesto alla Asl, come medico e come consigliere, di aprire un tavolo tecnico per cercare una soluzione a questo problema che sta creando per molti malati situazioni irrisolvibili. Mi sono anche rivolto al dirigente della Asl che opera a Chieti in questo centro specializzato che mi ha fornito un quadro assai preoccupante sulla gestione dello stesso centro, con lunghe liste di attesa e carichi di lavoro enormi. Spero che le autorità sanitarie diano al più presto la possibilità a noi medici di poter continuare ad assistere i nostri pazienti trovando soluzioni che sono possibili e di buon senso». (gi.di ti.)