Medico e usciere rinviati a giudizio
Casoli, sono accusati di truffa e falso. A processo anche veterinario: usò l’auto Asl
CASOLI. Vanno a processo, il 9 gennaio 2018, il medico e il centralinista-usciere dell’ex ospedale Consalvi di Casoli accusati di essere “furbetti del cartellino”. Il gup Marina Valente ha rinviato a giudizio Orietta Pellicciotta, 57 anni, di Chieti, e Giuseppe Caniglia, 58 anni, di Casoli. I due devono rispondere di truffa aggravata e falso. Secondo la Procura, i due avrebbero truffato l’azienda ospedaliera e la Asl. Il centralinista aveva il cartellino marcatempo della radiologa e provvedeva al suo posto a timbrare l’ingresso o l’uscita, quando la dottoressa era assente dal luogo di lavoro. Questo sarebbe successo da febbraio ad ottobre 2016. Secondo il difensore degli imputati, l’avvocato Tommaso Troilo, sarebbe capitato solo tre volte, e per motivi contingenti e personali, che la dottoressa si sia assentata dal posto di lavoro, facendo timbrare il cartellino marcatempo al dipendente della struttura sanitaria. «I due operatori dell’ex ospedale Consalvi, sono tra i più produttivi dell’azienda, come dimostrano documenti Asl», sottolinea il legale, «tanto che il gip rigettò la richiesta di arresti domiciliari e l’interdizione dai pubblici uffici chiesti dalla Procura. La dottoressa, la presunta “furbetta del cartellino”, è stata addirittura promossa a primario e il dipendente è un tuttofare dell’ex ospedale. C’era una situazione di contingenza, ma non c’è stato un ingiustificato arricchimento ai danni della Asl né tantomeno è stato creato un disservizio. Lo dimostra anche il fatto che i due non sono stati né redarguiti né sospesi da lavoro dopo l’inchiesta. Chiariremo tutto a processo».
A giudizio per peculato, truffa e falso finisce anche il veterinario Nicola Travaglini, 65 anni, di Atessa, in servizio nella sede Asl di Castel Frentano, che sarà processato il prossimo 25 ottobre. Avrebbe utilizzato per ragioni personali, nel 2014, l’auto di servizio della Asl, presentato fogli di presenza diversi da quelli svolti, attestato falsamente i viaggi compiuti con la macchina di servizio e omesso di dichiarare quelli realmente effettuati. (s.so.)

