Medico sull’ambulanza, appello dei paesi

Anziana salvata da un dottore a bordo. E da Guardiagrele riparte la protesta contro i tagli della Asl. Dal Pozzo: «Ora basta»
GUARDIAGRELE . La partenza di un’ambulanza del 118 senza un medico a bordo potrebbe mettere a rischio la vita dei pazienti. Ne è la prova un intervento effettuato l’altra notte a Guardiagrele: un’anziana donna, colpita da un infarto, è stata salvata grazie all’immediato trattamento eseguito proprio dal medico del 118, Lorenzo Palazzoli, a bordo dell’ambulanza.
Sulla decisione della Asl di togliere i medici dalle ambulanze con un provvedimento che tocca i presidi ospedalieri di Guardiagrele, Casoli, Lama dei Peligni e Villa Santa Maria, torna all’attacco il sindaco Simone Dal Pozzo che chiede l’annullamento della delibera della Asl. «Purtroppo», osserva, «a tutt’oggi non ho ricevuto ancora nessuna risposta e ho presentato una nuova denuncia anche alla Regione. Bisogna dire che il silenzio su questo tema è sconcertante e non se ne capisce il motivo. Mi risulta», aggiunge Dal Pozzo, «che in un recente incontro il direttore generale Thomas Schael, nel delineare il quadro di un debito enorme della Asl di Chieti, ha confermato la decisione presa con la delibera 264 dello scorso anno, con la quale si è stabilito il trasferimento dei medici del 118 al pronto soccorso. Si tratta», sottolinea il sindaco, «di una misura che non ha alcuna motivazione, se non quella di recuperare personale e che non tiene conto degli effetti negativi che si vengono a creare in termini di assistenza».
Il primo cittadino evidenzia quindi che è il medico l’unico responsabile dell’atto medico e, togliere questa figura dalle ambulanze, significa trasferire responsabilità al personale sanitario, cosa che non si può sostenere, né da un punto di vista giuridico né organizzativo. «È mai possibile», si domanda Dal Pozzo, «che si pensi di programmare solo sulla base di modelli teorici mai calati sulla realtà? Che si perseveri nell'errore di ritenere che ciò che funziona sui manuali, debba funzionare anche nel momento dell’attuazione pratica?».
Dal Pozzo ricorda quindi che l’amministrazione comunale guardiese finora è stata l’unica a denunciare il fatto. «Purtroppo», continua, «né la Asl, né la Regione, alla quale abbiamo chiesto di dare indicazioni precise all’azienda sanitaria, si sono mosse. Il quadro», aggiunge il sindaco, «resta così quello di una sanità destinata a naufragare di fronte all’enorme debito che non permette di programmare con serenità. Oggi, mentre si avvia una discussione sul futuro, un pericoloso silenzio domina sul presente. Noi», conclude Dal Pozzo, «continueremo a fare la nostra parte, perché quello che ci interessa è la completezza dei servizi».
Sull’argomento, il locale coordinatore della Destra Sociale Paolo Damiano, prendendo atto dell’impegno del primo cittadino, invita lo stesso a dedicare al tema un consiglio comunale straordinario e a sensibilizzare con specifiche iniziative anche tutte le scuole della città. «A questo punto», conclude Damiano, «è necessaria una mobilitazione generale che coinvolga tutte le forze politiche, associazioni e cittadini».
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