Medico teatino a capo dello sportello cancro

3 Maggio 2017

Team di esperti per i malati: l’iniziativa del Gemelli di Roma ha in prima fila il neurochirurgo Sabatino

CHIETI . Uno “sportello cancro” a cui rivolgersi in caso di difficoltà: è l’iniziativa dell’ospedale Gemelli di Roma per combattere il male del secolo. A spiegare di cosa si tratta è il dottor Giovanni Sabatino, 40enne teatino, laureato in Medicina e chirurgia all’università d’Annunzio di Chieti e specializzato in Neurochirurgia alla Cattolica di Roma. «È noto che per certe patologie avere subito una diagnosi può essere fondamentale, anzi decisivo per una cura efficace», dice Sabatino, «partendo da questa considerazione il Gemelli ha reso pubblico un numero di telefono, lo 0630157080, al quale ci si può rivolgere per avere nell’arco di una settimana una approfondita visita, con strutture ospedaliere d’avanguardia. Fatta la diagnosi nel giro, al massimo, di dieci giorni si arriva, in caso di urgenza dettata dallo stato del male, in sala operatoria. Allo scopo di garantire il paziente è stato costituito un team interdisciplinare in grado di offrire assistenza a 360 gradi, con percorsi ben disegnati che partono dagli esami diagnostici per proseguire poi con i necessari interventi curativi e con la fase riabilitativa». In questa squadra di medici per quel che riguarda la Neurochirugia, per indicazione del primario professor Olivi, il dottor Sabatino, oltre ad operare i pazienti ricoverati, ha la responsabilità di coordinare tutto il percorso clinico assistenziale per i tumori cerebrali. Allo sportello ci si può rivolgere per tutte le patologie tumorali? «Certo, la novità che offre il Gemelli ai malati è proprio quella di aver attivato un team multidisciplinare, composto da validi ed esperti professionisti, che agisce in piena sintonia, con frequenti contatti per studiare le varie patologie, che sono poi necessari per dare la più completa assistenza». Tra i tumori quello cerebrale fa certamente più paura. Qual è la sua incidenza? «Ci sono circa dieci tumori al cervello registrati ogni anno; significa quindi che in Italia abbiamo 5 mila malati che hanno bisogno di assistenza. Certo, è un male che mette paura, capace, quando insorge, di sconvolgerti la vita, ma posso assicurare, sulla base delle esperienze già maturate, che agendo con percorsi disegnati con grande attenzione, usufruendo di tecniche e di materiale avanzatissimi, la fase operatoria si può superare con buone prospettive, pur considerando la gravità del male». Sabatino è dirigente medico nell’Istituto di Neurochirurgia, nella sezione di Neurochirurgia vascolare del Policlinico Gemelli. (gi.di.ti.)