Medico va in pensione e parte per Lampedusa

D’Ugo, fondatore dell’Endocrinologia a Vasto, inizia l’esperienza da volontario «Vado dove c’è bisogno di dare una mano, poi tornerò e aiuterò i più poveri»
GISSI. Va in pensione il medico Ercole D’Ugo, pilastro della sanità del Vastese, dov’è stato il primo a introdurre l’endocrinologia. Sessantasette anni all’anagrafe, molti dei quali a servizio della medicina. Dopo 40 anni di carriera dedicata alla cura del prossimo, D’Ugo non lascerà il camice e continuerà a lavorare perché chi sceglie di fare il medico lo fa per vocazione e in fondo alla sua anima non smette mai. «Ora che sono in pensione andrò per un po’ a dare una mano a Lampedusa, perché lì c’è davvero tanto bisogno e le forze sono sempre troppo poche. E poi torno qui per aiutare a curarsi persone che non ne hanno la possibilità», spiega il dottore che già da prima prestava servizio nel mondo del volontariato.
La sua prima esperienza sull’isola siciliana risale allo scorso anno in occasione del 3 ottobre, giornata in cui si ricordano le 368 persone, in maggioranza provenienti dall’Eritrea, che morirono a mezzo miglio dalla spiaggia dei Conigli. Primario, fondatore dell’Associazione Diabetici nel comprensorio di Vasto, docente all’università d’Annunzio, presidente regionale dei medici diabetologi, membro della commissione unica dispositivi medici del ministero della Salute e, infine, direttore del distretto sanitario Alto Vastese. Emerge così una carriera ampia, ricca di ricordi ed emozioni. «I momenti più belli sono quelli legati ai campi scuola per le persone con diabete, che poi si sono estesi a livello regionale e rappresentano una vera e propria unicità del territorio», racconta D’Ugo andando indietro nel tempo, elencando i traguardi raggiunti come aver introdotto una unità operativa di endocrinologia e diabetologia all’ospedale di Gissi che, pur se piccolo, è diventato una realtà conosciuta e riconosciuta come struttura in grado di offrire una qualificata risposta ai complessi problemi delle malattie endocrine e in particolare al diabete e alle sue complicanze rispondendo alle esigenze non solo del Vastese ma anche del basso Molise. «Ricordi legati al mio territorio, al quale la mia famiglia e io apparteniamo. Ma soprattutto il desiderio di essere a servizio della gente di questo spicchio d’Abruzzo, troppo spesso costretta a cercare risposte ai suoi bisogni di salute tanto lontano da casa propria. Soddisfazioni e traguardi ottenuti grazie al lavoro di squadra, importantissimo in questa disciplina», commenta D’Ugo che lascia in eredità ai colleghi che verranno un insegnamento: conservare l'orgoglio e la responsabilità di essere professionisti e protagonisti all'interno di un’azienda che ha ancora molto da dare alle persone del territorio. «Ho avuto la fortuna di vivere, partecipare e contribuire attivamente al cambio di rotta del sistema salute, passato dalla centralità del medico a quello della persona», continua, «ho avuto la possibilità di imparare continuamente, sempre proiettato nel futuro. Mi auguro di continuare a occuparmi di medicina. Non puoi smettere di essere medico, in qualche modo».

