Medico va in pensione Paralizzato l’ufficio per la scelta e revoca

Pagano lascia i suoi 1.500 assistiti e l’unico sportello s’intasa Disponibili solo 20 numeri al giorno. La Asl: «È fisiologico»
CHIETI. Code interminabili, da giorni, allo sportello del servizio di scelta e revoca del medico di famiglia. Diversi utenti si sono rivolti alla redazione del Centro per lamentare, oltre alle file, il fatto che allo sportello ci sia una sola persona che non riesce a sbrigare da sola tutte le pratiche. Il responsabile del servizio è il dottor Adelchi Ferrante che, contattato, fa sapere che le code di questi giorni sono un fenomeno «fisiologico», dovuto al fatto che uno dei medici teatini di lungo corso, il dottor Franco Pagano, ha annunciato che andrà in pensione. Tutti i suoi pazienti (verosimilmente 1.500) si stanno dunque dirigendo verso l’ufficio di scelta e revoca del medico per nominarne un altro.
L’addio alla professione del dottor Pagano avrà sicuramente allungato le file, ma secondo alcuni utenti il disservizio è comunque cronico. «Vorrei denunciare una situazione ormai cronica all'ex ospedale civile di Chieti centro», denuncia un lettore, «sono tre settimane che io e altre persone cerchiamo di ottenere un medico di base ma ci è impossibile dato che ogni giorno vengono erogati solo 20 numeri che finiscono puntualmente prima dell'orario di apertura dello sportello. Ad esempio: se lo sportello apre alle 15, alle 14.30 le prenotazioni sono già finite. Stamattina c'erano persone in fila dalle 6 per prendere il numero e lo sportello apriva alle 8.30 quindi alle 7.30 le prenotazioni erano già terminate. La situazione va avanti così da almeno tre settimane. Sono 10 volte che ci torno!» «Dal 2 gennaio al 10 gennaio», dice un’altra lettrice, «ho effettuato ben cinque tentativi di accedere allo sportello di scelta/revoca del medico, ritagliando faticosamente delle ore dal lavoro (essendo gli sportelli aperti solo in orario d'ufficio). Il primo giorno c'era un malfunzionamento non specificato del computer. Il secondo trovo il cartello che avverte che lo sportello non è aperto. Il terzo giorno arrivo verso mezzogiorno sperando di non trovare fila ma con disappunto scopro che la mattina vengono erogati 20 o 30 numeri e una signora mi fa notare che se mi presentavo a quell'ora non ne avrei trovato mai visto che lei è arrivata alle 9,30 e aveva il penultimo numero uscito. Il quarto giorno arrivo alle 9,30 e i numeri sono già finiti. Una signora mi dice che lei è lì dalle 7,30 e che alle 8.30 i numeri erano già finiti. Ultimo tentativo nel pomeriggio: apertura dichiarata dello sportello alle 15. Alle 14.20 i numeri erano finiti».
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