Megalò 2, ora il Genio civile dice di no

8 Dicembre 2017

Lettera del dirigente Di Biase: allo stato attuale non è presente alcuna certificazione del superamento del rischio idraulico

CHIETI. Dopo i veti incrociati di Regione e Comune, il Genio Civile fa marcia indietro. E arriva lo stop a Megalò 2.
Il dirigente del Genio Civile Vittorio Di Biase ha inviato ieri una lettera ai Comuni di Chieti e Cepagatti, alla Regione e alla Sile Costruzioni (la ditta bergamasca proprietaria del terreno che vuole realizzare il nuovo intervento commerciale), ponendo una serie di sbarramenti alla realizzazione dell’opera. È la risposta al richiamo all’ordine del presidente della Regione Luciano D’Alfonso che il giorno prima gli aveva chiesto di attivare «ogni utile iniziativa volta a interrompere ogni attività da parte della società Sile». Ed è anche la risposta al Comune di Chieti, che aveva diffidato la ditta alla ripresa dei lavori, «non essendo pervenuto», diceva l’assessorato all’urbanistica del Comune, «il provvedimento di revoca dell’ordinanza del Genio Civile di sospensione delle attività edilizie emanata a causa del rischio idraulico». Rischio che pareva essere stato scongiurato dai lavori da 1 milione di euro realizzati dalla Sile (il completamento dell’argine e la costruzione della palizzata profonda 4-5 metri e alta 2 metri e 20 centimetri), come in un primo momento sembrava pacifico anche per il Genio Civile. Che nella lettera di ieri, però, dice una cosa diversa sul rischio allagamenti: «In ordine a quanto asserito dalla ditta Sile con la nota del 28 novembre 2017», si legge nella lettera di ieri, «occorre precisare che allo stato attuale non è presente nessuna certificazione del superamento dell’emergenza idraulica». E dunque, se non c’è certezza che l’emergenza idrauilica (vale a dire il rischio di allagamenti) sia stata superata, ciò significa che i lavori per realizzare il parco commerciale non possono affatto riprendere. «Il servizio regionale del Genio Civile», continua la lettera, «si riserva di completare l’istruttoria anche mediante accertamenti sul posto, al fine di verificare le risultanze del collaudo tecnico amministrativo rimesso dalla Sile il 20 ottobre 2017 che, comunque, già in questa fase non appare evidenziare la suddetta eccezione e parzialità di intervento e rileva alcune incongruenze nelle date riferite alle fasi di esecuzione dell’intervento. In merito alla rispondenza dei lavori di costruzione del nuovo complesso, questo servizio non può esprimere nessuna valutazione di merito e rimanda l’esame al servizio Valutazioni ambientali della Regione in qualità di servizio competente in materia. Altresì, con la presente si chiede ai Comuni di Chieti e di Cepagatti e all’Autorità di bacino di verificare se sussistono motivi ostativi alla ripresa dei lavori». La palla, dunque, ripassa alla Regione e ai Comuni. Resta da vedere a questo punto cosa faranno la Sile e il progettista Domenico Merlino.