Megalò 2 al Via, è scontro alla vigilia della decisione

22 Marzo 2017

I 5 Stelle Marcozzi, Argenio e D’Arcangelo chiedono di sospendere le autorizzazioni Merlino : assurdo rinunciare a 400 posti di lavoro. La Tiberio in pullman all’Aquila

CHIETI. Alla vigilia della decisione del Comitato VIA, è scontro su Megalò 2. Il Movimento 5 Stelle chiede di sospendere l’iter autorizzativo per il nuovo insediamento commerciale in riva al fiume Pescara, mentre un gruppo di associazioni sia ambientaliste che del commercio hanno dato appuntamento questa mattina in piazza Vico per spiegare perché dicono no al progetto. Fra queste associazioni non c’è però Confcommercio che si sta organizzando per conto suo. La presidente Marisa Tiberio ha affittato un bus per andare domani all’Aquila a manifestare contro il progetto davanti alla sede del VIA. A tutto questo replica l’ideatore del progetto, l’ingegner Domenico Merlino che, subito dopo la conferenza di commercianti e ambientalisti, tiene un’altra conferenza stampa al Caffè Vittoria.

La Commissione per la valutazione di impatto ambientale si era già riunita per dare il proprio parere al progetto la scorsa settimana. In quella occasione erano presenti soltanto i rappresentanti di Wwf, Legambiente e Confesercenti. Per il Wwf c’era la presidente della sezione Chieti Pescara, Nicoletta Di Francesco, e l’avvocato Francesco Paolo Febbo, per Legambiente, Daniele Colantonio, e per Confesercenti Dario Rosato. In quella occasione la Comissione si era limitata ad autorizzare le opere di messa in sicurezza del sito con l’ampliamento dell’argine e aveva rinviato a domani la decisione sul nuovo insediamento commerciale.

«Quello che ci domandiamo è se il governo regionale e l'amministrazione comunale di Chieti abbiano a cuore le piccole attività commerciali e le attività storiche della nostra città», dice il consigliere regionale teatino Sara Marcozzi, «oppure intendano - avallando l'ennesimo centro commerciale - distruggere definitivamente l'economia di una intera città. Giovedì lo scopriremo». La Marcozzi chiede che Regione e Comune la smettano «di fischiettare per fingere indifferenza di fronte all'ennesima speculazione e si adoperi per tutelare i soggetti più deboli, in questo caso i piccoli imprenditori. Intervengono anche i consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo sollecitando «posizioni forti e certe della politica, non solo in difesa di Chieti ma anche delle altre città vicine come Pescara e San Giovanni Teatino».

Per Merlino, invece, il nuovo intervento commerciale può dare risposte sul piano dell’occupazione. «In una situazione di crisi spaventosa è assurdo che vengono presi di mira iniziative imprenditoriali che possono generare posti di lavoro», attacca il progettista. «Rinunciare a 400 posti di lavoro con la priorità di impiegare giovani collegati prevalentemente alle famiglie che hanno visto i propri familiari espulsi dal mondo produttivo è qualche cosa di assurdo e di inconcepibile. Basta con questo accanimento nei confronti di un progetto approvato», conclude Merlino, «che ha visto la realizzazione di tutte le infrastrutture e standard ceduti già al Comune di Chieti».