Megalò 2, il Wwf: ora via l’edificio

31 Luglio 2021

«Dopo l’ultimo stop, va demolita la costruzione già realizzata»

CHIETI. All’indomani dello stop del comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale (Via) alla nuova richiesta di autorizzazione per il parco commerciale Mirò, le associazioni che da sempre hanno cercato di bloccare il progetto tornano a chiedere di abbattere le costruzioni realizzate nell’area del centro commerciale Megalò. Wwf, Confesercenti, Confcommercio e Cna, che attraverso l’avvocato ambientalista Francesco Paolo Febbo hanno seguito da vicino e sono stati anche protagonisti dei vari step della battaglia, sono convinti che «la decisione del comitato Via chiuda ogni strada possibile a un progetto sbagliato e oggi persino pericoloso, a fronte di quel che sta già accadendo in Europa e in nord Italia in conseguenza dei cambiamenti climatici». Alla riunione per la Valutazione ambientale di giovedì scorso hanno partecipato anche le organizzazioni contrarie al progetto. Per il Wwf, la presidente Nicoletta Di Francesco ha evidenziato che «i lavori per la parziale edificazione dei manufatti sono stati attivati sulla base di una voltura di titoli abilitativi illecitamente approvata da una conferenza dei servizi i cui esiti sono stati annullati dalla giustizia amministrativa. Vanno per questo considerati a tutti gli effetti lavori svolti senza alcuna autorizzazione». L’avvocato Febbo ha invece ricordato che la Via a posteriori chiesta dalla società Sile, proprietaria del terreno, «è possibile, come da consolidata giurisprudenza, su opere e impianti già in esercizio sui quali all’epoca della costruzione l’amministrazione procedente non ha ritenuto necessario svolgere né la verifica di assoggettabilità né la Valutazione ambientale. Questa possibilità non è invece in alcun modo ammessa per opere già sottoposte, con esito negativo, all’esame del comitato Via».
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